Sconcerti: “Moggi e Facchetti telefonavano”. Ma non viene detto che…

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Nelle scorse ore, il giornalista ed editorialista del Corriere della Sera, Mario Sconcerti, a SkySport24 ha parlato di errori arbitrali ed è tornato su Calciopoli. Quando lo ha fatto ha spiegato: “Le nuove intercettazioni hanno messo in seria difficoltà l’Inter. I nerazzurri stanno utilizzando la prescrizione per evitare il deferimento con argomentazioni parecchio pesanti. Va ricordato che due colpevoli non fanno un innocente, se sia Juve che Inter sono riconosciute colpevoli non è che uno diventa automaticamente innocente. Quando Moggi e Facchetti telefonavano a Bergamo cosa volevano? Quando Facchetti telefonava a Bergamo e aveva certe risposte, l’avversario non era la Juve, ma un altro danneggiato. Moratti deve stare attento a ciò che dice, lui faceva pedinare e intercettare l’arbitro De Santis. Se vuole non parlare del 2006 fa bene, perchè i danneggiati non erano nè la Juventus nè l’Inter all’epoca. Quindi è meglio stare in silenzio“.

BRUTTI RICORDI – Queste parole sono arrivate subito dopo quelle del presidente Moratti che, durante il Consiglio d’Amministrazione dell’Inter, ha spiegato in toni pacatissimi che a Catania c’erano stati degli errori e che nessuno, neanche la Juve, ha intenzione di tornare al clima che esisteva prima del 2006 e che lui si ricorda benissimo come tutti gli interisti.

PARALLELISMI – Secondo Sconcerti l’Inter di Facchetti e la Juve di Moggi sono, in sostanza da mettere sullo stesso piano (Quando Moggi e Facchetti telefonavano a Bergamo cosa volevano?). Come prevedibile, le sue parole, hanno destato le proteste dei tifosi interisti che la storia la conoscono benissimo e che sanno che quei due nomi sono due linee parallele: si incontrano solo all’infinito (forse).

RIBADIMENTI – Molti sostenitori nerazzurri hanno scritto a Sconcerti in risposta al suo blog su corriere.it e il giornalista è stato costretto ad intervenire due volte nel dibattito e ha spiegato: “Le cose che ho detto a Sky le ho scritte tante volte e non sono una mia opinione, sono basate su fatti ed intercettazioni telefoniche. E sono tutte scritte nella richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero della giustizia sportiva, respinta solo perchè prescritta. La Juve andava punita ed è stata punita. L’Inter è stata addirittura premiata. Si può pensare che non sia giusto? O per essere onesti bisogna pensarla sempre come voi? Confondete inoltre sempre giustizia sportiva con giustizia ordinaria. Decine e decine di giocatori e tecnici squalificati per le scommesse, non hanno avuto problemi con la giustizia ordinaria. Sapete benissimo che sono cose diverse“. E ha poi aggiunto: “E’ anche ora di smettere di isolare il problema tra Juve e Inter. Il problema è stato di quelle squadre che sono state arbitrate da arbitri concordati da Bergamo e Pairetto con Moggi e Facchetti“.

CONCORDATO CHE? – La dualità Inter-Juve non esiste in realtà in questo caso, è semplicemente stata creata ad arte da chi si difende con la teoria del ‘tutti colpevoli, nessun colpevole’. La relazione di Palazzi non ha aggiunto nulla di nuovo e in ogni caso, i diversi ricorsi fatti dal club juventino, in tutte le sedi possibili e immaginabili, sono stati tutti respinti. Anche quello che chiedeva in sostanza di togliere lo scudetto ‘a tavolino’ alla formazione milanese. Come mai, visto che si parla di altre squadre defraudate, non si parla di altre squadre condannate come Milan, Lazio, Fiorentina? Facchetti concordava gli arbitri? In quale intercettazione si sente questa cosa? Quando mai l’ex compianto presidente nerazzurro ha fatto nomi, griglie o scelto chi doveva andare ad arbitrare l’Inter e le altre squadre e chi doveva essere ammonito? La madre delle intercettazioni, quella che doveva dimostrare la colpevolezza della società interista, ha dimostrato esattamente il contrario.

GIUSTIZIA SPORTIVA – In un secondo momento Sconcerti ha ancora specificato: “La Juve è stata molto colpevole. Sottolineo, molto colpevole. Parlo di giustizia sportiva. Ma ha pagato. L’Inter chiedeva arbitri migliori attraverso le stesse telefonate, legga le intercettazioni, sono molto chiare, ed è stata premiata. Questi sono i fatti, non mie opinioni. La mia opinione è che questo non sia giusto. Trovo anche strano che persone certamente oneste come i miei lettori pensino sia sempre normale far pedinare la gente, controllarne i telefoni, far entrare in italia giocatori con i passaporti falsi, fare plusvalenze con la società dirimpettaia. Un dubbio, uno solo,che esista anche un mondo migliore, potrebbe anche venire. La mia opinione è che comunque l’Inter non abbia niente da cui doversi difendere fuori dalla morale, ma che sia stato profondamente sbagliato premiarla“.

In effetti, l’Inter non ha nulla da cui difendersi, perché non è stata nè citata, nè condannata in nessun luogo. E se davvero: “Quando Facchetti telefonava a Bergamo aveva certe risposte“, come è stato possibile che l’Inter non abbia mai, mai, vinto nulla dal 1989 in poi?

IL PM – Intanto Fcinter1908.it, per chiarire ancora una volta cosa può essere definito peccato, ha raccolto la testimonianza del pubblico ministero che si è occupato di Calciopoli, Giuseppe Narducci, che a proposito di quanto successo nei campionati prima del 2006 ha detto: “Lo abbiamo detto, io e i miei colleghi, più volte nel corso del processo. Quando si fa un’operazione di questo tipo si travisano i fatti e li si fanno apparire in modo diverso da quello che realmente sono stati. L’affermazione secondo la quale tutti direbbero le stesse cose nei colloqui é un falso clamoroso. Non si fa i conti con la qualità delle conversazioni, che ha confermato fino a questo momento quelle che sono state le condanne. Queste conversazioni sono certamente e totalmente diverse dalle conversazioni di altre persone e di altre situazioni che non avevano nessun tipo di rilievo come illecito penale. Come hanno appunto confermato le sentenze. Perché é così difficile dare una notizia? L’informazione italiana cade in questi errori vistosi e non solo per quanto riguarda il giornalismo sportivo. É una tendenza che vede la progressiva scomparsa dei fatti. É un male che affligge in larga parte la nostra comunicazione“.

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