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Albertini: “Kessiè? Magari col Milan non vinci la Champions l’anno prossimo ma…”

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Intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Demetrio Albertini ha parlato così di Milan ma anche di Champions e campionato

Matteo Pifferi

Intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Demetrio Albertini ha parlato così di Milan ma anche di Champions e campionato.

Albertini, perché il progetto vada in porto il Milan dovrà battere l’Atletico a casa sua...

«Il tifoso che c’è in me direbbe che è impossibile passare il turno, anche se una fiammella di speranza continuerebbe a bruciare. Da osservatore invece parto da una certezza: questo Milan può fare i punti che gli servono, è nelle sue corde».

Che legame ha con l’Atletico?

«Mi hanno appena invitato ad assistere alla partita allo stadio. Purtroppo non riuscirò. Ho giocato a Madrid un anno, ma si è creato qualcosa di speciale, per due motivi. Primo, la professionalità che portai con me dall’Italia, rimasero colpiti specialmente perché arrivavo da anni e anni di successi con il Milan. Secondo... Quel gol nel derby con il Real. Episodi così non segnano solo una partita, ma anche il rapporto con un club e i suoi tifosi».

Cholismo o Piolismo?

«Simeone ha ottenuto risultati importanti, Pioli sta costruendo per arrivarci. In ogni caso, quando vedi giocare le loro squadre riconosci un marchio di fabbrica, è il loro successo più bello. Se devo scegliere tra i due stili, il gioco di Pioli mi diverte di più...».

L’Atletico cerca di essere più bello, ma subisce parecchio dietro. Solido o propositivo, che versione si aspetta domani?

«Vedremo il solito Atletico granitico, compatto, che va a rubare palla per ripartire con tanta qualità nei singoli. Se il Milan riuscirà a giocare come gli piace, ovvero nella metà campo avversaria, li metterà in difficoltà. I rossoneri oggi fanno paura anche a squadre più quotate come l’Atletico in Europa».

Anche Ibra o in Champions farà più fatica?

«Ibra può fare la differenza in qualunque torneo. Ovviamente dovrà essere supportato dai compagni: più lo tengono vicino alla porta, meglio è».

Da chi si aspetta una notte all’altezza della storia del Milan?

«Da Leao. Ha già mostrato cosa può fare all’andata, deve trovare continuità a certi livelli».

Tonali, Kessie, Bennacer: la sua coppia ideale per domani?

«Vado per esclusione: Tonali mi piace moltissimo ed è in crescita, a Kessie non rinuncerei mai».

Se non firma il rinnovo, presto dovrà rinunciarvi il Milan...

«Apprezzerei se facesse una scelta professionale e non economica. Restare al Milan oggi vuol dire sposare un progetto di crescita nel tempo. Magari non vinci la Champions l’anno prossimo, ma tra qualche anno sì. Tonali ha ragionato in questo senso, Romagnoli mi pare faccia lo stesso...».

L’anno scorso l’Inter accelerò in campionato dopo l’eliminazione dalla Champions. Può essere così anche per il Milan?

«La Champions misura la competitività di una rosa: se il Milan dovesse passare, vorrà dire che i suoi giocatori reggono il doppio impegno. Se usciranno, l’esperienza maturata in coppa tornerà buona per lo scudetto. E fisicamente saranno più freschi».

Il k.o. di Firenze solo un incidente di percorso?

«Una serata no ci può stare. Sarei più preoccupato se avessero perso giocando male...».

L’Inter si è avvicinata, mentre il Napoli ha perso Osimhen. Nuovi equilibri scudetto?

«Perdere un uomo gol può pesare tanto. Però penso anche che 4 punti di vantaggio, in una A così livellata, non sono pochi. E il Milan ha sempre un vantaggio: gioca così e infila risultati da due anni, la continuità paga».

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