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Serginho: “Theo Hernandez? In Europa non vedo esterni migliori di lui. Tra Inter e Milan…”

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Lunga intervista concessa dall'ex Milan Serginho a La Gazzetta dello Sport in vista di Inter-Milan in programma questa sera

Matteo Pifferi

Lunga intervista concessa dall'ex Milan Serginho a La Gazzetta dello Sport in vista di Inter-Milan in programma questa sera:

«Aspetto di tornare in Italia. I decreti anti-Covid paralizzano tutto qui in Brasile, speriamo di poter tornare presto a tifare a San Siro».

Un derby può cambiare la stagione. E una sconfitta come lo 0-3 con l’Atalanta?

«È un k.o. che brucia, anche se va detto che il Milan ha perso contro una delle migliori squadre italiane. Sono sicuro che Pioli toccherà le corde giuste».

Può aprire un ciclo al Milan?

«La squadra ha cambiato volto con Ibra, certo, ma anche grazie al suo lavoro: ha dato un’identità di gioco chiara e la capacità di credere nei propri mezzi. Il Milan oggi sa come affrontare le grandi partite».

Quando Maldini ritornò in rossonero, lei disse: “Spero che con lui il Milan possa tornare grande”. A che punto siamo?

«La strada è tracciata, Paolo ha fatto un grandissimo lavoro. Si è adattato alla filosofia della proprietà: giovani per costruire un progetto vincente. Il Milan sogna in grande grazie a lui».

Stasera sarà test scudetto?

«Sì. Il distacco in classifica è minimo e gli effetti di un derby non vanno sottovalutati. Ma vinciamo noi...».

Molti dicono che l’Inter è più attrezzata del Milan per vincere il campionato. D’accordo?

«Loro hanno più esperienza. Ma lo scudetto si vince ogni domenica, e il Milan è la squadra con più equilibrio e continuità. E ha fame di successi».

Theo fa magie come Serginho. Dove lo colloca fuori dalla Serie A?

«In Europa vedete esterni migliori di lui? Io no...».

Avrebbe fatto panchina con Serginho in attività?

(Risata) «Difficile, sono epoche diverse. Forse io ero più tecnico, ma lui ha il fisico: un mostro. Ci saremmo alternati, con Maldini più indietro».

Si aspetta di vedere un Ibra così anche tra un anno?

«Questi mesi sono il frutto di una carriera da atleta vero: cura ogni dettaglio. Me lo immagino in Champions: farà grandi cose anche a 40 anni».

Mandzukic è il partner giusto per lui?

«Più un’alternativa. La spalla di Zlatan è Leao: istinto, velocità, capacità di aprire spazi».

Serginho, com’è che questo Milan senza brasiliani ha così tanta fantasia?

«Piano... Ha giocatori molto tecnici, bravissimi nella visione di gioco. Ma la tecnica brasiliana è un’altra cosa: è imprevedibilità assoluta. Come un derby...».

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