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Bellinazzo: “Juve deve vendere e in fretta! Non solo plusvalenze, è un altro l’allarme”

I conti della Juve sono tutt'altro che positivi: i bianconeri devono cedere urgentemente

Redazione1908

Marco Bellinazzo, dal suo blog su Il Sole 24 Ore, lancia l'allarme sui conti della Juventus:

"La Juve deve vendere e deve farlo in fretta. Non tanto o non solo per fare plusvalenze, che impattano nell’immediato sul conto economico e sono ormai diventate un elemento centrale nel player trading bianconero, quanto per liberare spazio alla voce “costo del lavoro”, che allo stato attuale sarebbe pari, per la stagione appena iniziata, a circa 500 milioni . La concentrazione di top player nell’organico della Juventus, provocata dalle dinamiche del calciomercato estivo che si chiuderà il 2 settembre, sta infatti determinando un appesantimento sia a livello di ingaggi che di ammortamenti difficilmente sostenibile a medio-lungo termine.

Il costo del personale tesserato per la Juventus, infatti, nel primo semestre 2018/19 è stato pari a 143 milioni (comprensivo di imposte) con ulteriori 78 milioni per l’ammortamento dei cartellini. Proiettando questi numeri sull’intera stagione si raggiunge un monte ingaggi lordo di 286 milioni (rispetto ai 233 milioni della stagione precedente) e una quota ammortamenti di 156 milioni (contro i 108 della stagione 2017/18). In totale il costo della rosa juventina dovrebbe attestarsi perciò intorno ai 440 milioni per l’annata appena conclusa. A ciò va aggiunto per la stagione 2019/20 il peso finanziario dei nuovi innesti – De Ligt, Rabiot, Ramsey, Higuain – che vale a titolo di stipendi lordi per oltre 50 milioni (in attesa dei benefici fiscali del Decreto Crescita per i primi tre calciatori che scatteranno nel 2020) e quello per gli ammortamenti (almeno 20 milioni) degli acquisti già effettuati (tranne ovviamente per i “parametri zero”), anche se alcuni giocatori sono andati altrove in prestito come Romero. In definitiva, senza cessioni, la Juve ad oggi dovrebbe avere un costo della rosa complessivo intorno ai 500 milioni. A cui devono sommarsi oltre 120 milioni di altri costi operativi.

A fronte di ciò la crescita del fatturato strutturale del club presieduto da Andrea Agnelli non è al momento sufficiente. Secondo le stime di Banca IMI il giro d’affari dovrebbe raggiungere nell’esercizio 2019/2020 ricavi operativi per circa 500 milioni, al netto delle plusvalenze. Queste ultime stanno assicurando entrate costanti e fiorenti anche in questa sessione di mercato (si pensi ai circa 30 milioni per Cancelo passato al City), ma è chiaro che non possono garantire sempre e comunque il riequilibrio dei conti.

Per fare un confronto con un club di pari livello in Europa, il Real Madrid, nel bilancio 2017/18, anno in cui schierava ancora Ronaldo, registrava un fatturato senza plusvalenze superiore ai 700 milioni (per l’esattezza 748 milioni, mentre nel 2016/17 il giro d’affari dei Blancos era stato pari a 671,8 milioni). Ebbene gli ingaggi al lordo delle imposte per calciatori e staff tecnico della prima squadra ammontavano a 340 milioni (con un aumento di 20 milioni rispetto alla stagione precedente, dovuto anche al fatto che sono stati pagati premi per la vittoria di quattro trofei). Gli ammortamenti erano invece pari a 102 milioni. In sostanza la squadra vincitrice di tre Champions consecutive aveva un costo del lavoro (ingaggi, imposte più ammortamenti) pari a 440 milioni. Costo sorretto però da oltre 700 milioni di ricavi".

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