Bergomi: “Eriksen? Non voglio accanirmi, me ne hanno dette di ogni. Io avrei preso…”

Le parole dell’ex nerazzurro

di Marco Astori, @MarcoAstori_

Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, Beppe Bergomi, ex difensore dell’Inter, è tornato di nuovo sulla questione legata a Christian Eriksen, che brilla con la Danimarca ma che delude con la maglia nerazzurra: “Quanti hanno visto giocare la Danimarca, e che prestazione ha fatto? Quanti gol ha segnato, e con quanti rigori? Non vedendo le prestazioni non posso giudicare… Non voglio accanirmi, sono stato il primo a dire determinate cose e me ne hanno dette di tutti i colori, ma il punto è che il nostro calcio è molto diverso da quello inglese, ti lascia pochi spazi e vanno per la maggiore giocatori di gamba, di strappo, di inserimento. Lui secondo me non è adatto alla Serie A”.

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L’investimento era utile davvero?
Io non sono mai stato un estimatore di Eriksen: guardando il Tottenham avrei preso subito Kane o Son, mentre su altri avrei faticato di più. C’è stata un’opportunità di mercato che però ha finito per mettere in difficoltà l’allenatore. Un’opportunità che è venuta anche a costare nel complesso: Eriksen ha qualità anche importanti, dico che non è capitato in una situazione favorevole“.

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L’Inter oggi ha più bisogno di Alonso, a sinistra, o di un Giroud, vice-Lukaku?
“Se Kolarov fa il centrale manca un altro esterno di piede mancino. Con Sanchez che ha problemi fisici, a questa squadra servono giocatori di gamba, e se devo prendere un attaccante vado a prenderlo veloce. Uno alla Gervinho, visto che quest’anno sembrano sfruttare di più le ripartenze. La linea difensiva non è molto veloce, e l’Inter dovrebbe rimanere più bassa… Comunque c’è tempo per sistemare le cose: dovessi scegliere, prenderei un attaccante veloce”.

Conte sapeva che cambiando modo di giocare sarebbero aumentare i gol subiti?
“Gliel’ho chiesto, se fosse vero che voleva vincere tutte le partite 4-3, visto che sono della vecchia scuola… Lui mi ha detto che gioca con due punte, due esterni molto offensivi, cerca di metter dentro anche un trequartista e a quel punto vuole dominare la partita. Per poterlo fare, però, ci vogliono qualità tecniche che secondo me oggi non ci sono, la squadra è più muscolare che altro. Non a caso l’Inter ha fatto più punti fuori casa, e i pareggi con Lazio e Atalanta, entrambi da situazione di vantaggio, erano da portare a casa”.

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