Biasin: “Caso Icardi ha rotto le palle, un consiglio a lui e Spalletti. Mourinho? Un uccellino c’ha detto…”

Fabrizio Biasin tra presente e futuro: “E’ ora che tutti indossino una maschera per arrivare a fine anno”

di Redazione1908

Fabrizio Biasin, nel suo editoriale per TMW, è tornato sul caso Icardi e ha lanciato un messaggio sia all’attaccante che a Spalletti, prima di lanciare un’indiscrezione su Jose Mourinho: “ La questione Icardi ha rotto le palle. Basta, è ora di voltare pagina in qualche maniera. È ora di indossare una bellissima maschera pirandelliana, per quanto finta, e chiudere la stagione nel miglior modo possibile. Per questo a Icardi consigliamo di fare il “suo” passo avanti (gli si chiede di fare un discorso alla squadra? Lo faccia anche se pensa di non aver nulla da chiarire e buonanotte), per questo a Spalletti consigliamo un minimo di strategia in più: quella sintetizzata qua sotto”.

MESSAGGIO A SPALLETTI“Spalletti Luciano, tecnico col pedigree, ha tante ragioni per fare la sfuriata dopo Inter-Lazio ma, in questo caso specifico, anche tanti torti. In attesa che da domani (Genoa-Inter) si possa finalmente tornare a parlare di Inter, di calcio, di un bravo allenatore e del suo bravo attaccante, prima è meglio chiarire qualche punto.

Spalletti dice: «Devo rispettare il gruppo, per questo l’ho lasciato a casa». La cosa migliore sarebbe stata convocare il giocatore e non farlo giocare. «Perché non lo hai fatto entrare?». Sarebbe bastato rispondere: «Perché non è pronto». Parliamoci chiaro: le frasi sulla «trattativa» tra club e giocatore non possono aver fatto piacere a chi per settimane ha lavorato per arrivare a una tregua (Marotta).

E ancora: Spalletti ha scelto di togliere la fascia di capitano al giocatore, in accordo con la società, per motivi ancora non del tutto chiariti. Se, come sembra, la decisione è stata presa per la mancata presa di posizione del giocatore nei confronti della moglie, ci pare tutto un filo esagerato. Il tutto diventa evidente quando l’allenatore dice «abbiamo perso anche con Icardi in campo» e «gli altri anni, con lui, l’Inter comunque non si è qualificata per la Champions». In questo modo fai capire che non è solo una questione di regole, di rispetto del gruppo, ma anche di banale “rancore personale”.

E stop. Sapete cosa serve all’Inter? La disciplina? No, servono “uomini”. Serve un gruppo che risolva i problemi che normalmente si palesano senza bisogno di tirare la giacchetta al papà. Serve amare l’Inter più dello specchio di casa o del nome sulla maglia. E questo vale per tutti: i numeri 9, gli allenatori, quelli che vorrebbero tornare a Roma, quelli che vogliono la Premier, quelli che amano la discoteca e anche quelli che non prendono uno straccio di posizione perché “meglio farsi i fatti propri che poi finisce che danno la colpa a me…”.

Oh, ci fosse uno che in tutta questa brutta storia abbia avuto il coraggio di dire “ho sbagliato”, uno che si sia degnato di fare un passo indietro per il bene supremo (l’Inter!), uno che al limite si sia posto un problema di coscienza: “Allora, io sono convinto di aver ragione, ma per rispetto della maglia metto in discussione le mie certezze”.

Non lo ha fatto nessuno, preferiscono tutti quanti parlare di “disciplina” o “amore”, in alternativa preferiscono nascondersi dietro alla “frase jolly”: “Voi che non siete stati in uno spogliatoio non sapete niente, non potete parlare…”. E che cazzo è lo spogliatoio, la sede della Nasa? Il Pentagono? Ma per piacere…”

MOURINHO” Un uccellino ci ha raccontato che Mourinho osserva case sul Lago di Como. E sapete cosa significa questa cosa? Assolutamente niente. “

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