Borja Valero: “Sapevo avrei giocato poco, ma mi sono allenato tanto. Conte mi ha detto…”

Il centrocampista ha risposto alle domande dei tifosi che hanno scritto tramite i social al club nerazzurro

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

«Mi piace tantissimo leggere, sto leggendo una serie di libri di Nesbo». Come sta trascorrendo il suo tempo libero Borja Valero in questi giorni di quarantena. E’ finito oggi l’isolamento dei giocatori nerazzurri e il centrocampista è stato intervistato dai tifosi sui canali social dell’Inter. Ecco cosa ha detto: «Visione di gioco? Per quella che è la mia esperienza, la ripetizione dello stesso gesto tecnico fa migliorare qualsiasi cosa fai nella vita, ma c’è chi nasce qualcosa in più. La sportività per me è capire cos’è lo sport e cosa ci porta di buono lo sport e credo che capirlo nella vita sia un aiuto».

-Hai percepito anche tu l’unità che si è vista a Milano in questi giorni? 

Sì, assolutamente. Ovviamente ho sempre detto che le persone si vedono nei momenti difficili. E qua si sta vedendo questo. La gente si sta unendo e stanno cercando di andare tutti alla stessa maniera, si vede anche dei miei vicini. Si danno coraggio con la musica, dai balconi, per passare giorni migliori e avere un po’ di speranza per arrivare al momento in cui tutto vada meglio. Speriamo arrivi presto.

-Nella prima parte della stagione non giocavi molto, poi ti sei messo a disposizione quando sei stato chiamato in causa e ti sei fatto trovare pronto. Come si resta concentrati? 

Non è facile quando dicono che non avrai minuti e che se li avrai saranno pochissimi, non è facile da accettare ma come ho detto dall’inizio sono riusciti ad entrare in questo senso. Mi credevo ancora capace di dare tante cose a questa squadra, mi sono allenato al cento per cento ogni giorno. Prima che arrivasse il momento nel quale c’era bisogno il mister mi aveva detto che mi stava vedendo molto bene e che se ci sarebbero state delle occasioni me le avrebbe date. Poi a causa degli infortuni ho avuto modo di giocare e dimostrare che era così, che posso dare il contributo a questa squadra e sono contento di questo. 

-Hai un giocatore di tennis preferito? 

Non è tra gli sport che più seguo, mi piace però giocarci. Rafa Nadal, non penso si possa dire altro. E’ un esempio come giocatore, ma anche come persona, incredibile. 

-Ti piace camminare in montagna? 

E’ una delle mie passioni, tra quelle che mi piacciono in assoluto. Andare con la famiglia è un modo per cambiare la routine del vivere in città ed è anche utile. 

-La differenza tra Conte e altri allenatori che hai avuto? 

Credo si possa definire con una sola parola: intensità. Vive al cento per cento la quotidianità, ha intensità e forza e ha un carattere vincente. Vuole vincere a tutti i costi e lavora per questo. 

-Quale giocatore, italiano o straniero, pensi possa avere le tue stesse caratteristiche? 

Non sono mai stato un amante dei confronti. Non credo siano utili. Però credo che ogni giocatore che abbia le sue e deve portarle avanti senza guardare agli altri giocatori. Si deve essere consapevole di pregi e difetti e andare avanti per la propria strada. 

-Hai passato tanto tempo in famiglia, hai creato qualche gioco, anche calcistico per passare il tempo? 

Creo tanti giochi e non solo di calcio per tenere i miei figli occupati, abbiamo movimentato la storia con il calcio tennis. La rete è il letto e la palle deve sempre arrivare dall’altro lato dopo aver toccato una volta. Mio figlio si è divertito un sacco. 

-Tornerà la barba lunga? 

Dipende dal mio stato d’animo. Pochi giorni fa l’ho tagliata tutta. 

-Perché il numero venti? 

Quando sono arrivato al Villarreal l’ultimo anno era uno dei pochi numeri liberi. E poi ho usato sempre questo, non c’è un motivo speciale. Mi piace e basta. 

-Dove hai imparato ad amare il calcio? 

Erano poche le volte che il mio papà mi riusciva a portare a vedere il Real Madrid, ma quando mi ha portato lì mi sono innamorato di questo gioco e ancora lo sono. 

-Come ti trovi a Milano? 

Benissimo. Facile trovarsi bene qui, è una delle città più belle d’Europa. E’ facile adattarsi ad una città così. 

-Idolo da piccolo? 

Mi vedevo riflesso in Guti, del Real. Ha fatto il settore giovanile lì e poi ha avuto successo in prima squadra. I tifosi non lo amavano tanto, ma per me aveva grande qualità. 

-Cosa ne pensi dei tifosi dell’Inter? 

E’ facile, lo dimostrano ad ogni partita. Ovunque andiamo ci seguono numerosi e poi San Siro ogni gara è sempre piena di tifosi. Non possiamo altro che dire grazie per questo perché alla fine della stagione sono punti in più in classifica. 

-La partita che ricordi con più emozione? 

Per me sicuramente il mio primo derby. Da quando sono arrivato in Italia lo avevo visto in tv ed era emozionante, ma non sai che cosa significa fino a che non ci sei dentro. Il mio primo derby che abbiamo vinto 3-2 è stata una grande emozione e contribuire in quella vittoria è stato magico. 

-Il tuo soprannome? 

Non ne ho uno, ma quelli che scherzano del gruppo mi chiamano ‘Il professore’. 

-La tua più grande qualità in campo? 

Non mi piace parlare molto di me in questo senso. Però se devo dire una qualità magari la velocità del pensiero e l’intelligenza tattica. 

-Genere musicale preferito? 

Mi piacciono tanti tipi di musica. Spero che presto riusciremo a vedere altri concerti. 

-Esposito, che consigli gli dai? 

E’ un grande giocatore, sta crescendo tanto. Gli consiglierei di guardare i giocatori più esperti e imparare tanto da loro. E’ accanto a me nello spogliatoio e cerco sempre di fargli capire l’importanza di essere professionista in campo e fuori. Credo sia una cosa che debba imparare ora. Perché sbagliare a questa età ti fa rischiare di non raggiungere il livello che puoi avere. E lui secondo me ha un livello veramente importante da raggiungere, sarebbe un peccato non arrivarci. 

-Il centrocampista preferito della Serie A di oggi? 

Devo dire dell’Inter Brozovic, credo sia incredibile. Da qualche anno sta raggiungendo livelli importanti. E uno che non è dell’Inter è Zielinski del Napoli. Credo sia un giocatore veramente importante, che farà la differenza nel calcio nei prossimi anni. 

-Quali altri sport ti piacciono oltre il calcio? 

Tutti quelli che si possono praticare provo a farli. Le mie passioni sono l’NBA soprattutto e la NFL, mia piace vederlo in tv e lo seguo tanto. 

-C’è qualcosa che avresti voluto dire e non hai detto? 

Dobbiamo essere seri e non parlare solo di calcio. E’ veramente importante restare a casa e fa la differenza, ce lo ha dimostrato la Cina. Per favore, restate a casa perché così torneremo alla vita di prima presto. 

(Fonte: Inter TV)

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy