Lucescu: “Senza l’aiuto dei giocatori è dura per De Boer. Perché Mou e Guardiola…”

Lucescu: “Senza l’aiuto dei giocatori è dura per De Boer. Perché Mou e Guardiola…”

L’ex tecnico nerazzurro si schiera a favore dell’olandese: “In due settimane è difficile mettere a posto le cose che non vanno e portare le tue idee”

di Daniele Mari, @marifcinter

Mircea Lucescu c’è già passato: non è facile per un tecnico straniero arrivare in Italia e imporre il suo credo. Lo stesso vale anche per Frank De Boer, cui Lucescu dà il suo appoggio. «Ti trovi a subentrare in corsa con una squadra abituata in un certo modo e in due settimane è difficile mettere a posto le cose che non vanno e portare le tue idee. Molto dipende dall’impostazione che già c’è». Cioè? «Se è un’impostazione vincente conviene mantenerla per quanto è possibile e apportare con il tempo qualche modifica. Se invece non lo è, c’è bisogno di tanto lavoro per cambiare. Ed è qui che entrano in ballo i giocatori».

Come possono venire incontro al nuovo tecnico?

«Devono capire la situazione in cui si trova e aiutarlo. Spesso devono cambiare in poco tempo abitudini, metodi di allenamento e interpretazione del gioco, e devono essere bravi a farlo anche se magari vedono le cose in un’altra maniera e non sono d’accordo. Con una squadra giovane è facile, i ragazzi ti seguono. Il problema può sorgere con quelli di una certa età: hanno tanta esperienza e le loro idee, e se sono diverse possono mettere in difficoltà un nuovo allenatore. Faccia caso a una cosa…».

I FEDELISSIMI – «Perché un allenatore quando va in una nuova squadra cerca di portare con sé giocatori che hanno già avuto o che conoscono benissimo la sua filosofia? Guardiola lo fa sempre. Oppure Mourinho, che a Manchester ha portato Ibrahimovic. E’ una cosa che aiuta molto, anche perché poi i calciatori sono curiosi, sanno che un loro compagno importante ha avuto prima rapporti con il nuovo mister e allora si interessano, chiedono lumi».

LA PIAZZA – «A questo livello la pressione è ovunque, non solo all’Inter. Ecco perché per gestirla al meglio la prima cosa che un allenatore nuovo dovrebbe fare è crearsi un gruppo solido, che gli stia intorno e lo aiuti a interpretare la sua filosofia».

SCELTE TATTICHE –  «Non entro nel merito. Posso solo dire che un allenatore non dovrebbe arrivare in una squadra con un modulo in testa, ma sapersi adattare alle qualità dei giocatori che trova e scegliere l’assetto tattico giusto»

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