Moratti: “Non sono Barilla, non torno. Mou? Mi diedero del pazzo. Con Mancio…”

Moratti: “Non sono Barilla, non torno. Mou? Mi diedero del pazzo. Con Mancio…”

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Se consideriamo poi che l’Inter Massimo Moratti non l’ha mai veramente lasciata allora ecco come le voci sul suo possibile ritorno a capo del club nerazzurro non sono sembrate così fuori da normale. Leo Turrini ha intervistato l’ex presidente per QN. Ecco cosa ha detto: “Quando uno vende un’azienda agli stranieri, poi può anche ricomprarla. Lo fece Barilla, a suo tempo. Ma non è vero che sto per riprendermi l’Inter“. 

MOURINHO E MANCINI –Per un leader è importante avere certi collaboratori. Io ne ho avuto le prove con Mourinho. Ma anche con Mancini. Con Mou facevamo una gran coppia, lui ci metteva l’estro ma anche il rispetto per l’azienda e per come era organizzata la società. Era molto scrupoloso e attento alle esigenze del nostro club. Le vittorie di chi sono merito? Si vince insieme, Mou  era perfetto, con uno sguardo ci si capiva, ci metteva carisma e competenza e io gli avevo messo a disposizione grandi giocatori“. 

E POI… –E poi ho mollato? Il nostro Paese non deve spaventarsi di fronte ad investitori stranieri, sono cose positive delle quali noi italiani dovremmo essere fieri. Il mondo ormai è cambiato e se una Nazione è in grado di attrarre investitori di altri paesi questa è una cosa buona“. 

PIRELLI, TRONCHETTI E LA CINA –Anche qui come nelle vecchie foto si deve sviluppare il negativo. Perché cuore e cervello della Pirelli resteranno comunque in Italia e non è poco. Poi si può sempre ricomprare? In economia come nel calcio ci sono i cicli e le cose cambiano. Ho fiducia, ci sono segnali incoraggianti“. 

RENZI – “Mi piace sia consapevole delle urgenze degli italiani e questo è un sentimento comune alla popolazione. Qui c’è da fare una maratona. Mica è facile governare questo Paese. Gli servirebbe Mou? Beh, chi è a capo di un’organizzazione deve saper scegliere i suoi collaboratori. Secondo me il Premier a volte fa scelte solo perché ha l’impressione di essere circondato da rematori che vanno nel senso opposto. Anche Berlusconi era un solo uomo al comando. Renzi è il figlioccio del Cavaliere? Ma no, per carità. Sono diversi, hanno origini diverse e Renzi è anche giovane, un salto generazionale che non deve spaventare”. 

MANCIO – “Anche con lui mi è andata bene come con Mourinho. E quando sono andato a prendere José qualcuno mi ha dato del pazzo”.

LA JUVE – “Se ho paura che possa vincere la CL? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere…”. 

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