Moriero: “Ronaldo e Simoni, vi racconto quell’Inter del ’98. Conte sbranerà la Juve, Icardi…”

Moriero: “Ronaldo e Simoni, vi racconto quell’Inter del ’98. Conte sbranerà la Juve, Icardi…”

Le parole dell’ex centrocampista dell’Inter, tra passato e futuro

di Matteo Pifferi, @Pifferii
Moriero esulta

Presente ad un evento con gli Inter Club pugliesi, Francesco ‘Checco’ Moriero ha raccontato tutte le tappe della sua vita calcistica che ha visto il suo culmine anche con l’esperienza all’Inter:

“Dopo sei anni a Lecce con Mazzone, arrivo a Cagliari sempre con Mazzone, poi vado alla Roma fino a quando, dopo il terzo anno, ho un incontro con una squadra inglese ma mi arriva una telefonata di Galliani che mi invita al Milan. Firmo con il Milan, visite mediche e presentazione. Se l’ho indossata? Sì, per un attimo ma poi avevano firmato Cruz”

SIMONI – “E’ stato un padre per me, è un grande interista. Tra tutti gli scarsi, sceglie Moriero. Mi chiama Mazzola e mi dice di venire all’Inter, non ci penso un attimo e dico di sì”.

INTER – “Arrivo all’Inter con un pensiero: a destra gioca Zanetti, come faccio a giocare? Eravamo un gruppo fantastico, dal primo giorno di ritiro ci si vedeva prima dell’allenamento, si mangiava tutti insieme. C’erano Ronaldo, Zamorano, Winter, Simeone, West, Djorkaeff. Simeone era il nostro leader, Diego è stato un grande leader. Si tornava a casa alle 8.30. Ho avuto la fortuna di vestire questa maglia grazie a Zanetti che, con la sua umiltà, ha ceduto il suo posto sulla fascia destra ad un altro ragazzo per il bene dell’Inter. Abbiamo l’Inter nel cuore, per l’affetto che tutti dimostrano dopo 17 anni. Chi ha vissuto quella maglia sa cos’è l’Inter”.

ANTONIO CONTE – “E’ mio fratello, iniziamo a giocare insieme a 6 anni. Antonio è stato un punto di riferimento per noi ragazzi, lui era il professionista della situazione. Metteva sempre la gamba, quando ha iniziato nelle giovanili ha avuto due volte la rottura di tibia e perone, si è alzato sempre ed è arrivato alla Juve. E’ un allenatore tra i più bravi al mondo, ha un cuore incredibile. Quando indossa la maglia, lotta per quei colori. Ho sentito qualche mormorio sul perché è stato alla Juve, scordatevelo. Quando entrerà in campo li sbranerà. Lui leccese è andato ad allenare il Bari, non è una colpa anche se c’è rivalità. E’ professionista dentro. Sono contento sia arrivato all’Inter, farà benissimo. E’ normale che bisogna dargli la possibilità di allestire una squadra forte, soffrire così fa male. L’ultima partita non sono riuscita a vedere la fine, è andata bene alla fine. La prima telefonata che ho fatto dopo l’ho fatta a Zanetti dicendo di non poter soffrire così, si è messo a ridere perché la sofferenza era tanta”.

RONALDO – “Era un qualcosa di incredibile, io l’ho vissuto in campo. In allenamento era meraviglioso. L’anno dopo la società ha preso Baggio, in quell’Inter c’era gente che correva come matti”.

RONALDO-IULIANO – “Usai il dialetto leccese, noi interisti siamo superiori. Noi guardiamo avanti, ci hanno insegnato a rispettare il calcio. Fa male perché avremmo vinto sicuramente. Nel calcio si vince e si perde, noi meritavamo di vincere e tutta Italia lo sa. Nella vita si può anche sbagliare, ma avere l’umiltà di ammettere l’errore mi sembra giusto dirlo. Sei doppiamente nell’errore. Quest’anno faremo una grande squadra”.

CONTE – “Quando entrerà a San Siro e si renderà conto di cos’è l’Inter, sarà un altro Conte. All’Inter uscirà ancora di più il suo carattere, si scatena”.

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