Mourinho: “Il mio futuro? Voglio lottare per vincere. Ma non chiudo le porte a…”

Mourinho: “Il mio futuro? Voglio lottare per vincere. Ma non chiudo le porte a…”

Così l’ex allenatore nerazzurro sul suo futuro

di Marco Macca, @macca_marco
l'ex inter mourinho

L’estate è ormai cominciata e la curiosità su quello che potrebbe essere il futuro di Josè Mourinho resta tanta. Al momento, le più grandi panchine europee sembrano tutte occupate. Cosa farà Mou? Proverà un’esperienza tutta nuova e magari affascinante? Intervistato da The Coaches Voice, l’ex allenatore dell’Inter si è detto pronto a considerare tutte le ipotesi:

inter-mourinho-parla-del-tripleteFUTURO – “Sono abbastanza flessibile nell’adattarmi e, qualche volta, nell’andare contro le mie idee per andare incontro ai Paesi in cui alleno. Fino a oggi sono l’unico allenatore ad aver vinto un campionato in Italia, Inghilterra e Spagna. Hai bisogno di flessibilità, devi adattarti all’ambiente, al club. Sono esperienze che mi hanno arricchito, ed è per questo che non chiudo le porte a un nuovo Paese e a una nuova competizione, perché mi piace il feeling che provo a contatto con qualcosa che non conosco e che posso vincere. Quello che posso dire con certezza è ciò che non voglio: non voglio un progetto che non mi permetta di competere per vincere. Voglio giocare per vincere. Se non dovessi riuscirci, poi, sarebbe un mio problema con il club e i giocatori. Ma devo sentire quella sensazione. Se qualcuno mi offrisse un ricchissimo contratto di 10 anni e poi mi dicesse che l’obiettivo della società è di stare nella prima parte di classifica, e che sarebbe perfetto arrivare settimi, ottavi o noni, non sarebbe un progetto per me, perché questo non è nella mia natura. Il mio scopo è lottare per vincere“.

IDEA DI CALCIO – “C’è una cosa che nel calcio non cambierà mai, e cioè che vince chi segna più degli avversari. Ma ci sono molti modi per farlo: si crede che chi abbia più possesso palla sia più dominante rispetto all’altro, ma dipende dai punti di vista. Una squadra che non ha possesso palla può essere dominante, e per dominante intendo in controllo della partita. Quando hai la palla, devi anche sapere cosa fare quando non ce l’hai e viceversa, altrimenti il tuo destino è in balia degli avversari. Dipende sempre dalle caratteristiche dei giocatori. Una grande squadra è forte in tutte le fasi di gioco, spiccando ovviamente in una di esse. Una squadra che ha solo possesso palla, non vince. Una squadra è un puzzle di idee“.

(Fonte: The Coaches Voice)

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