Ranocchia: “Primo pensiero quando l’ha toccata Vecino? Tilt. Se non dai tutto all’Inter…”

Ranocchia: “Primo pensiero quando l’ha toccata Vecino? Tilt. Se non dai tutto all’Inter…”

Il difensore nerazzurro è stato il primo ospite del nuovo format Inter Palyer One

di Redazione1908

Davide Astori

Andrea Ranocchia si è raccontato nella nuova trasmissione prodotta da Inter TV. Di quando è arrivato all’Inter, della rinascita in Inghilterra, del gol di Vecino ma anche della sua famiglia (è diventato da poco papà) e delle sue passioni. Senza tralasciare i commenti scherzosi all’indirizzo dei suoi compagni di squadra: “Il calcio è la mia passione, è diventato il mio lavoro. È iniziata come la mia passione, quello che mi ha spinto ad andare avanti, a conquistare sempre nuovi obiettivi. Questo è quello che è e che dovrebbe essere per tutti. Fuori dal campo? Cerco di staccare la spina, se ci sono delle partite belle le guardo. Soprattutto se ci sono le partite di avversari mi capita di guardarle. Altrimenti sto con la mia famigli, cerco di non ossessionarmi. Stiamo tanto insieme con i compagni è bene dividere le cose. Se ho dei giorni liberi vado ad Assisi, con famiglia e amici. Altrimenti se ho dei pomeriggi vado in montagna qui vicino, mi piace molto il contatto con la natura. Milano è molto frenetica, c’è stress continuo: andare in mezzo al verde è sempre bello.”

La prende Vecino: “Il primo pensiero quando l’ha toccata Vecio? Non ho avuto pensieri, sono andato in tilt. E poi ho sperato che l’arbitro fischiasse il prima possibile. E dopo è stato un traguardo importantissimo per tutti, abbiamo sofferto tanto per andare a giocarci questa competizione. Quando arrivi a centrare un obiettivo la soddisfazione è incredibile”.

Davide Astori: “Purtroppo è un ricordo. A livello du rapporto credo che posso reputarlo come uno dei pochi amici che avevo nel mondo del calcio. Un ragazzo fantastico, tutto il resto è abbastanza retorico. E’ una persona che manca alla mia persona. Non ho dormito per due settimane e ho pensato di tutto. Quando perdi una persona vicina fai tanti ragionamenti che di solito non si fanno. La parte più complessa da affrontare”.

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