Inter, nessuno si aspettava un Sensi così. Il sorpasso al Milan ha regalato a Conte un doppio colpo

Inter, nessuno si aspettava un Sensi così. Il sorpasso al Milan ha regalato a Conte un doppio colpo

Il centrocampista dell’Inter è sicuramente l’uomo copertina della squadra di Conte

di Andrea Della Sala, @dellas8427
Sensi-Inter, affare di Marotta in 48 ore. Ma c'è la regia di una terza persona

A spiccare in questo ottimo avvio di stagione dell’Inter è senza dubbio Stefano Sensi. Il centrocampista sta facendo vedere di essere un giocatore di grande qualità e si è subito calato alla grande nell’ambiente nerazzurro.

“Così in alto, così in fretta, non se lo aspettava nessuno. Nemmeno Conte, che aveva speso qualche telefonata in più per Barella. Nemmeno l’Inter, che pure ha programmato di investire 30 milioni per il riscatto nella prossima estate. Neppure lui, in fondo. Stefano Sensi non si poteva immaginare di guidare l’Inter, alla sua terza partita ufficiale in nerazzurro. Quello che impressiona è la qualità delle giocate, nonché il numero di volte in cui il centrocampista tascabile entra nelle azioni decisive della squadra: punizioni, tiri al volo, dribbling fra due difensori, 4 conclusioni nello specchio, 100 palloni toccati (numeri contro l’Udinese)”, spiega La Gazzetta dello Sport.

“Oggettivamente, siamo a un livello più alto anche delle giornate migliori con il Sassuolo, come se il salire di livello avesse sbloccato nuove funzioni, nuove abilità, nuove mosse speciali. L’effetto Conte sicuramente ha il suo peso. Però nemmeno questo può spiegare tutto, perché l’innesco del «sesto» Sensi è stato quasi immediato, dalla prima uscita nel ritiro di Lugano. Ma quella che agli occhi dei tifosi è una crescita improvvisa, per lui è l’azzeramento di un ritardo. Il sorpasso ai cugini del Milan ha garantito all’Inter due giocatori. Perché se nel precampionato e nelle prime due uscite Stefano ha agito da secondo play, partner in costruzione di Brozovic, contro l’Udinese il nuovo modulo lo ha trasformato in trequartista, posizione che saltuariamente aveva occupato al Sassuolo, e con più costanza a inizio carriera. Già nel progetto iniziale di 3-5-2 Stefano si piazzava in verticale rispetto a Brozo, fornendogli una prima soluzione e garantendo una partenza di azione veloce. Nella variante 3-4-2-1 ha agito sulla linea di Politano, portando qualità più vicino alla porta. Ora resta da capire dove sarà più utile. Un piacevole dilemma, che forse nessuno pensava di poter avere”, aggiunge il quotidiano.

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