Spalletti ora che fai? Torna Lautaro, il nuovo titolare. A Frosinone ancora Icardi per due motivi

Il tecnico dell’Inter deve gestire il ballottaggio tra il Toro e Icardi

di Andrea Della Sala, @dellas8427

Col ritorno in gruppo dopo l’infortunio di Lautaro Martinez, ora Luciano Spalletti dovrà gestire anche questo tipo di ‘problema’. Le gerarchie sono cambiate da inizio stagione e ora il tecnico nerazzurro ha fatto capire che il Toro è il titolare dell’Inter. “Lo suggeriscono le strategie, ormai chiare per il futuro, con l’ex Racing uomo su cui costruire e l’ex capitano giocatore che si avvicina alla separazione. Sanciscono il sorpasso anche i numeri, con Lautaro in gol ogni 175’ e Icardi ogni 184’ e il primo attualmente superiore in quasi tutte le categorie statistiche, se il dato viene ponderato su novanta minuti”, spiega La Gazzetta dello Sport.

Detto ciò, non è sicuro che a partire titolare nella gara col Frosinone sarà Lautaro Martinez. “Possibile, ma non scontato. Non è una contraddizione. È che nel dualismo, protagonista scontato di questo finale di stagione, intervengono in vista di domenica una serie di variabili. La prima è la forma fisica del «10»: non ha i 90’, ma può giocare una buona fetta di gara. Se la prima o la seconda dipende da Spalletti. Seconda variabile: la diffida che in A pende sulla sua testa da un po’. Se il tecnico ragionasse in ottica Roma, il match seguente e il più importante di questa fase (anche della Juve), possibile che si vogliano ridurre i rischi di cartellino per il «nuovo titolare». Insomma, Icardi potrebbe giocare questa (o buona parte di questa) e poi lasciare il posto al Toro, ma con il rischio di «incasinare» di nuovo le gerarchie. Gerarchie che ora hanno un appiglio anche nelle statistiche (le trovate a fianco): non raccontano tutto, ma possono aiutare a corroborare impressioni. I dati su 90’ confermano che Lautaro tocca più palloni (partecipazione alla manovra), tira di più, può uscire in dribbling e nel complesso aiuta a creare più pericoli. Loro due i confronti non li fanno: il dualismo è una questione professionale, fuori dal campo restano amici. Spesso vicini in allenamento, nei pranzi, nei ritiri, si frequentano anche fuori, confermando anche in questi mesi «strani» il rapporto creatosi in estate”, si legge sulla rosea

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