Strama bis: “Tre ruoli per Wes, l’EL è uno stimolo. A Preziosi dico…”

Strama bis: “Tre ruoli per Wes, l’EL è uno stimolo. A Preziosi dico…”

di Riccardo Fusato, @FusatoRiccardo

Ecco altri spunti dell’intervista di Andrea Stramaccioni rilasciata a Tuttosport:

Quando tornerà Sneijder, chi starà fuori? E come giocherà l’Inter?

«Innanzitutto non lo vedo come un problema, mi viene da sorridere. Per esempio, ci fosse stato contro la Fiorentina, avrebbe giocato dove ho messo Coutinho. Quando tornerà potrà giocare in diversi ruoli, la sua collocazione ideale è trequartista nel 4-2-3-1 ma può farlo nel rombo oppure giocare, come in nazionale, terzo di sinistra a centrocampo».

L’Europa League è una palla al piede?

«No, è uno stimolo, ci tengo. In questo momento sto cercando di capitalizzare i giocatori che ho a disposizione. Se poi andremo avanti, vedremo… Certo, se arriveremo a giocare il giovedì contro il Manchester e la domenica contro il Milan per lo scudetto, allora dovrò fare delle scelte. Ma per adesso è un discorso prematuro».

Ha preso lezioni su come esultare dopo le partite?

«In quell’esultanza dopo il derby non cera mancanza di rispetto per nessuno. Le parole di Preziosi? Io ci ho letto un complimento: non doveva esultare così, però sta facendo bene. Comunque ho festeggiato in quel modo perché c’erano tanti significati: come eravamo arrivati al derby, il fatto di giocarlo in casa loro, tutta la ripresa in dieci. E poi, visto che i tifosi ci sono sempre stati vicini, volevo dir loro che avevamo vinto assieme».

Quanto tempo si è preso per arrivare a vincere?

«Il nostro obiettivo è fare risultati. Ma la nostra difficoltà è crescere allinterno dei risultati. Io so che a Torino o a Verona non siamo stati spettacolari, ma abbiamo vinto seguendo un certo tipo di gioco. Mio nonno diceva: prima impari lalfabeto, poi le parole, gli aggettivi, i verbi e infine fai le frasi. Ma se vuoi fare subito le frasi, fai fatica… Quindi bisogna seguire due binari: uno che dà sicurezza, laltro dove si prova qualcosa di nuovo. Bisogna andare avanti parallelamente, perché se si segue solo il binario della sperimentazione, prendi una sventrata che non finisce mai».

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