Zazzaroni: “Spalletti e Marotta, era necessario sto casino? Icardi non è Messi o CR7 ma è…”

Il pensiero di Ivan Zazzaroni: “Icardi tornato dentro l’Inter ha fatto una strana impressione”

di Redazione1908

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha commentato la giornata di campionato estremamente positiva per l’Inter, con Mauro Icardi tornato in campo e in gol:

Spalletti e Marotta, ma era proprio necessario ’sto casino? Lo spogliatoio diviso, rotto, contro, la fascia da schiaffi… Nessuna risposta è accettabile, se non quella del campo. «Ci sono tutti!» ha urlato Pardo su Dazn contando i compagni di squadra di Icardi unitisi nell’abbraccio dopo la trasformazione del rigore del 2-0. Mancava Handanovic, il capitano eletto in seconda battuta, assenza giustificata dal fatto che è un tipo freddo, e inoltre non disponeva di un motorino per l’immediato rientro in porta. C’era anche Perisic, una carezza distratta, lo sguardo verso la panchina o verso un vuoto tutto suo. Vuoto che ha tuttavia riempito quando proprio Icardi gli ha servito l’assist per il 3-0 e allora l’abbraccio è stato un filo più energico. 

C’erano tutti o quasi e c’era, c’è soprattutto l’Inter, più salda al terzo posto dopo aver allungato sul Milan – che ha appena perso Donnarumma e Paquetà – e tenuto a distanza la Lazio.  

Icardi tornato di nuovo dentro l’Inter dopo quasi due mesi mi ha fatto una strana impressione e non per colpa degli scarpini arancioni che esibiva: per mezz’ora mi è sembrato un corpo estraneo, qualcosa di aggiunto all’ultimo momento, la cravatta gialla sull’abito blu (vedi solo Galliani). Il gol l’ha restituito alla vita. 
Maurito non è Messi, né Cristiano: ma è 16 gol in 29 partite e credo che siano sufficienti per renderlo imprescindibile.  
Anche la difesa della Roma è sembrata estranea a qualcosa, a sé stessa, certamente messa in difficoltà da una squadra allungata e affidata alle giocate dei singoli: in questa fase Ranieri si deve accontentare poiché guida un gruppo in evidente crisi di identità tecnico-tattica. I punti di distanza dall’obiettivo stagionale sono quattro, non pochi soprattutto se si tiene conto della fragilità dell’impianto. 
Invisibile il Napoli a Empoli, dove la squadra di Andreazzoli ha lottato con una determinazione impressionante: più che un turnover, quello di Ancelotti è stato un turnout: mai visti Koulibaly, Milik e Fabian così fuori dalla partita. 
PS. Devo delle scuse a Kean: ieri in un sommario abbiamo scritto esattamente quello che era successo ma quando intervengono i buu razzisti anche un aggettivo come “provocatorio” non può essere tollerato”.
 
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