Zé Elias: “All’Inter c’era un giocatore incredibile. E quella discussione con Pagliuca…”

Zé Elias: “All’Inter c’era un giocatore incredibile. E quella discussione con Pagliuca…”

L’ex giocatore nerazzurro ripercorre le tappe più importanti della sua carriera

di Gianni Pampinella

In una lunga intervista rilasciata a UOL Esporte, Zé Elias ripercorre le tappe più importanti della sua carriera. Dall’esordio nel calcio professionistico fino ai giocatori che lo hanno influenzato, come Diego Simeone: “Per me è stato fantastico in termini di apprendimento. Giocare al fianco di Simeone è stato incredibile. Iniziava la partita, cinque minuti più tardi mi diceva: “Ze, vieni un po’ più qui, ho intenzione di giocare un po’ più arretrato”. Quindi la mia evoluzione come giocatore è stata fondamentale anche grazie a ragazzi come lui”, dice l’ex giocatore che con il Cholo hanno condiviso lo stesso spogliatoio, quello dell’Inter.L’ex giocatore ricorda anche un altro grande del calcio, Ronaldo: “Ci siamo incontrati nel Corinthians, poi ci siamo incontrati in nazionale nel 1994 (U17), alla mia prima chiamata in nazionale. Poi siamo andati alle Olimpiadi. Lui ed io siamo entrati contro il Giappone e abbiamo vinto. Un anno dopo ci siamo incontrati anche all’Inter. Gli ho detto scherzando che non potevo andare da nessuna parte che lui mi seguiva“.

PAGLIUCA –  Zé Elias ricorda anche un curioso episodio con Gianluca Pagliuca protagonista ai tempi del Bologna. I due ebbero una discussione quando Pagliuca criticò Robinho, portiere e fratello di Zé Elias: “Non guardo le partite di mio fratello, mi innervosisco. Ho visto una sola volta ed era la finale del Mondiale Under 17, lì abbiamo avuto una discussione con Pagliuca. Dopo pranzo avevamo preso l’abitudine di bere un caffè, vidi Pagliuca e gli dissi: “Mio fratello sta giocando”. Disse: “Chi è?”, “il portiere” dissi io. C’erano i calci di rigore. Ricordo che al primo rigore mio fratello non riuscì a parare e Pagliuca disse: “È lento”. “Sei tu lento, nemmeno tu l’avresti preso”, risposi. Iniziai a dire un sacco di cazzate e lui continuò a guardarmi male così gli dissi: “Scusa, scusa, scusa“, ricorda l’ex giocatore.

(UOL Esporte)

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy