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ESCLUSIVA Dotto: “San Siro? Inter e Milan hanno ragione, non è colpa delle troppe gare”

ESCLUSIVA Dotto: “San Siro? Inter e Milan hanno ragione, non è colpa delle troppe gare”

Dopo le polemiche per le condizioni del manto erboso di San Siro, FCINTER1908 ha ascolta le parole del presidente di Grassmed

Andrea Della Sala

Dopo le polemiche per le condizioni del manto erboso di San Siro, FCINTER1908 ha ascoltato le parole del presidente di Grassmed Francesco Dotto che ha parlato delle possibili cure preventive e di come gestire i campi durante la stagione:

Inter e Milan si sono lamentate delle condizioni del terreno di gioco di San Siro. Quali sono i problemi?

"Il problema non è solo San Siro, diciamo che ora San Siro è la punta dell'iceberg, ma il problema è la mentalità italiana nel curare i campi da calcio e nella cura del verde sportivo. Noi andiamo a operare quando si verifica il problema. Le altre nazioni pensano invece a prevenire: il campo deve essere piacevole, sicuro e disponibile per 12 mesi salvo estremi attacchi metereologici. La manutenzione non viene fatta nel modo giusto. In Italia non vengono fatte analisi continue del terreno, quasi tutti utilizzano una sola miscela per il nord, per il centro e per il sud. Ma anche nella stessa città, ma non è corretto. La situazione climatica e del sottosuolo è diversa ogni volta. Gli interventi vanno fatti mirati, situazione per situazione. All'estero si opera in modo diverso: si guarda al momento. Se l'intervento è da fare va fatto anche prima rispetto alla tabella di marcia stabilita. Questo per non trovarsi in una situazione con grossi problemi in cui ho difficoltà poi a rendere il terreno giocabile". 

La situazione è aggravata dalle tante partite? Come si può operare con continue partite sul terreno di gioco?

"Non c'entra assolutamente nulla, il campo non peggiora a causa delle troppe partite. La Fifa ha fatto giocare, tramite Gaspro, 18 partite in 23 giorni allo stadio di Brasilia durante i Mondiali U17 e U19 e il campo è rimasto quasi intatto. Quindi si può fare. Ma per arrivare a questo c'è una metodologia, non si arriva dall'oggi al domani. Vanno fatte continue analisi, bisogna essere molto più presenti sul posto per conoscere sempre il tappeto erboso ed essere certi di quello che si sta facendo. L'intervento deve essere fatto al termine della partita, bisogna entrare subito sul campo e fare le prime operazioni. Se entro 12 ore dopo il campo si è già indurito e non riesco a metterlo a livello. Bisogna seminare il campo il prima possibile, utilizzando le essenze adatte per quella zona. Le nuove semine non sono da utilizzare subito, prima vanno testate sui campi d'allenamento. Altra cosa importante: le società di Serie A hanno più di un campo d'allenamento. Almeno uno deve essere fatto come quello centrale, com quello della gara. Se non identico per gli alti cosi, vedi San Siro, ma almeno il più possibile similare. Così mi rendo conto delle problematiche che possono verificarsi prima che accadono sul campo centrale, quindi prevengo". 

Per i parametri Uefa San Siro è ok, è solo un problema estetico?

"I parametri Uefa sono talmente ampi che si è per forza dentro. Il campo è il dodicesimo uomo, la squadra di casa può modificarlo in base all'avversario e alle richieste dell'allenatore. Le lamentele di Inter e Milan hanno fondamento. A Napoli Spalletti ha detto che è perfetto, quindi la differenza si nota". 

Come operare durante la stagione?

"Bisogna andare sul campo, camminarci sopra in lungo e in largo usando scarpe da calcio con tacchetti in ferro. Molte squadre hanno affaticamenti muscolari, molti di questi sono dovuti al campo che è troppo leggero o troppo pesante. Per questo il campo d'allenamento deve essere uguale a quello della gara. Il calciatore deve abituarsi al terreno, questa è la base fondamentale. A fine campionato vanno fatti tutti gli interventi, ma poi non bisogna fermarsi. A inizio campionato il terreno non deve essere al 100%, ma al 120%. In modo da avere spazio in stagione per poterlo correggere. I diritti televisivi all'esterno vengono pagati di più anche per il terreno di gioco, il fatto estetico è importante. Il tifoso preferisce vedere la stessa colorazione. Se vengono fatti trattamenti e interventi diversi, le zolle non possono poi essere uguali. Ci sono prodotti che mantengono la temperatura sopra i 4 gradi e non è mai ghiacciato, ma qua non vengono utilizzati".

Non bastano le lampade post partita?

"Io userei le luci nuove, a raggi ultravioletti blu e viola che sono molto più efficaci. Se le lampade vengono usate troppo non rinforzo il manto, ma lo indeboliscono. Dipende da come vengono utilizzate. Bisogna operare a fine campionato per poi mantenerlo costante". 

Si parla tanto del nuovo stadio, come si opera per il manto in un nuovo impianto?

"Va seguita ovviamente la normativa Uefa. Le zolle devono essere di un'altezza superiore ai 5 cm, va fatta la cucitura e lasciarlo a riposo un po' di tempo. Servono trattamenti e trasemine anche se il campo è nuovo. Il campo si tagliano dai 2 cm ai 2,8 se uso un'essenza a foglia più larga non si nota e sono più resistenti alle malattie e all'usura. Ci sono tanti piccoli accorgimenti che aiutano a migliorare il campo, non esiste la bacchetta magica, serve una cura sul lungo periodo". 

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