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Allenare una e tifare l’altra – I dilemmi degli allenatori di Serie A

Il Giornale di oggi si sofferma sulla questione professionalità/tifo degli allenatori di Serie A

Francesca Ceciarini

Il Giornale di oggi si sofferma sulla questione professionalità/tifo, venuta fuori più volte di recente per via della girandola di panchine in Serie A che ha visto Sarri - tifoso ed ex allenatore del Napoli- andare alla Juve, Conte - tifoso ed ex giocatore allenatore della Juve- finire all'Inter o Marco Giampaolo, da molti conoscenti definito addirittura "un ultrà dell'Inter", andare ad allenare il rivale di sempre, ovvero il Milan:

"Non vorremmo essere nei panni del povero Giampaolo il giorno del derby. Si narra, parla sempre la vox populi nerazzurra di nobile credibilità, che il tecnico chieda notizie della Beneamata perfino prima delle partite: parla, disquisisce, argomenta. Ora il poveretto, che già di suo non sembra immune alla pressione, immaginate a quale stress depressivo sarà sottoposto in caso di successo milanista o a quale conflitto di interessi vada incontro in caso di successo nerazzurro. Un'idea da mal di testa!

"Alla quale dovrà sottoporsi anche il buon Conte, lanciando l'Inter a caccia della Juve. Però qui giocherà il dente avvelenato, quel 'fatti più in là' sussurrato da Agnelli nonostante Nedved e Paratici sponsorizzassero la causa, magari l'idea che battere la Juve e vincere lo scudetto val più di un peccato di fede.

"Eppoi, diciamolo pure, non sempre allenare la squadra del cuore porta quella esplosione reciproca di sentimenti. Contano soprattutto i risultati. Guardate la fine di Di Francesco a Roma. Ma anche l'addio di Gattuso.

"E come è stato triturato l'ultras Pioli con l'Inter? Ranieri galantuomo giallorosso è stato mollato senza tanti complimenti. Sarri ha raccontato di aver dato il 110 per cento per il Napoli, ma a cosa è valso? Ha buttato l'occasione scudetto nel finale 2018".

Il Giornale poi non manca di analizzare la cosa dal punto di vista del nuovo mister interista, Antonio Conte, che quando ancora allenava la Juve qualche anno fa aveva detto di essere un professionista che diventava il primo tifoso della squadra allenata in quel momento da lui:

"La categoria ha trovato facilmente la risposta al problema. tifo sempre per il club in cui lavoro, ha sostenuto Antonio Conte in tempi non lontani. E tutti i tecnici con il cuoricino nascosto, e ben lontano dal portafoglio, si sono allineati alla filosofica concezione".

( Il Giornale)