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Altobelli: “Italia? Siamo campioni d’Europa: niente paura. Ma manca un Baggio”

Getty Images

Le parole dell'ex bomber: "Sono convinto che a marzo saremo pronti sotto tutti i punti di vista e riusciremo a staccare il biglietto per il Qatar"

Marco Astori

Intervenuto ai microfoni di Tuttosport, Alessandro Altobelli, ex centravanti dell'Inter, ha parlato così della delusione per l'Italia, che dovrà andare ai playoff per qualificarsi al mondiale del 2022: «Sono convinto che a marzo saremo pronti sotto tutti i punti di vista e riusciremo a staccare il biglietto per il Qatar. Questa Nazionale possiede valori tecnici importanti e il carattere giusto per rimettere a posto le cose».

Là davanti si è fatta sentire l’assenza di un Altobelli...

«Beh, io sono stato un buon attaccante ma la concorrenza, ai miei tempi era tanta. Ho avuto la fortuna di militare sempre in grandi squadre, dal 1977 al 1989 ho giocato nell’Inter e nella Juve. Poi ho avuto la fortuna di vincere il Mondiale del 1982. Insieme con me c’erano grandissimi giocatori. L’altro ieri sera, a Belfast, ma anche nelle precedenti partite, sono mancati i gol. Ma attenzione a criticare questa Italia».

Certo è che la mancata qualificazione diretta ai mondiali rappresenta una grande delusione.

«Vero. Però stiamo parlando di una squadra che ci ha regalato enormi soddisfazioni e che resta campione d’Europa in carica. Non si può dimenticare ciò che hanno raggiunto i ragazzi del ct Mancini. Ci sta un po’ di appannamento dopo un’impresa così eccezionale. La verità è che siamo stati anche sfortunati. Troppi infortuni, troppe occasioni sprecate. Penso ai pareggi con Bulgari e ai due con la Svizzera, con altrettanti rigori falliti. La nostra Italia deve fare un mea culpa per non essere riuscita a sfruttare al meglio opportunità importanti. Bastava vincere contro la Bulgaria o trasformare uno dei due rigori contro gli elvetici per centrare l’obiettivo. Così non è stato e ora bisogna rimediare».

Ma bomber di qualità italiani non ce ne sono e per Mancini è un bel problema.

«Il nostro ct ha fatto di tutto per risolvere il problema del gol. Ha ruotato tutti gli elementi disposizione, ha giocato col falso nueve, ha alzato gli esterni, ha creato un gioco con inserimenti dei centrocampisti, insomma, ha provato di tutto. Scamacca non è ancora pronto, Raspadori non è centravanti, meglio come esterno, forse il solo Kean, se cresce ancora un pochino, può essere l’uomo giusto. Tutti questi, però, non hanno continuità. E quindi il compito di Mancini, in questi mesi che mancano agli spareggi, sarà quello di individuare un attaccante in grado di rispondere alle esigenze della squadra. E soprattutto che faccia qualche gol. Lucca? E’ ancora un ragazzo, attenzione a non bruciarlo prima ancora di vederlo stabilmente in A».

Oltre alla mancanza di un attaccante c’è l’assenza assoluta di un giocatore che sapia fare la differenza, un fuoriclasse, insomma. Cosa che altre Nazionali hanno...

«Ci manca un Baggio, un Paolo Rossi, un Totti: non l’abbiamo proprio. E allora bisogna puntare sul collettivo e su quello spirito che ci ha permesso di vincere gli Europei. Ricordiamoci che siamo l’Italia, campione d’Europa in carica, squadra che non ha mai paura di nessuno».

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