BARBACCI: “IO JUVENTINO AMICO DI LIGA. DURA LITIGARE CON LUI. IL 5 MAGGIO…”

di Dario Di Noi, @DarDinoRio

Capita spesso, ad un tifoso interista (e non), di averci un amico rivale in tifo. Capita spesso, e in fondo anche questo è il bello del calcio. Di un forte legame con uno juventino ne può raccontare, ad esempio, un tifoso interista famosissimo: Luciano Ligabue. Il bianconero in questione è Fabrizio Barbacci, produttore dei più famosi album del rocker emiliano (Buon compleanno Elvis, Su e giù da un palco, Fuori come va?, Giro d’Italia, Nome e Cognome, Primo Tempo, Secondo tempo).

Barbacci, intervistato da Tuttosport, ha parlato del rapporto con l’amico Liga, soprattutto in termini calcistici: “Il segreto è che Luciano è un tifoso come dovrebbero essere tutti. Difficile litigare con lui, anche se le nostre chiacchierate sono diventate spesso molto animate e abbiamo ragionato a lungo di pallone. Il 5 maggio? Il 5 maggio… quel 5 maggio, naturalmente. Chiamai Ligabue il giorno dopo, piuttosto presto al mattino, e dissi semplicemente: “Ciao Luciano, come va?”. Dall’altra parte uscì un freddissimo: “Bene, bene. Cosa vuoi?”. Ho capito che non l’aveva presa benissimo e non sono stato a rigirare il coltello nella piaga”.

“Calcio durante il lavoro? Se si tratta di lavorare, Luciano è sempre molto concentrato. E’ davvero difficile che il Liga interrompa le registrazioni di un disco o le prove di un concerto per una partita dell’Inter o si lasci distrarre da un risultato, soprattutto nelle fasi cruciali della produzione dell’album. Mentre io, lo confesso, qualche volta mi sono concesso una pausa di un’ora e mezza davanti alla tv per non perdermi una partita, magari di Coppa, della Juventus. Sky go in camerino con qualche puntatina per sbirciare almeno il risultato o seguire uno stralcio di partita. Ma si cerca sempre di non far coincidere le date di una tournée con i big match. E non tanto per potermele godere, quanto perché si rischia di perdere del pubblico, attratto dalla forza magnetica del pallone. Quando ci sono Mondiali ed Europei, i tour estivi sono studiati con attenzione maniacale… E non da ora, se pensate che i Rolling Stones l’11 luglio del 1982 anticiparono il loro concerto di Torino alle 15 per evitare la concomitanza con la leggendaria finale del Mondiale spagnolo”.

Barbacci ha poi lavorato con altri grandi artisti, quali Negrita, Gianna Nannini, Edoardo Bennato, Renga, Roy Paci. Di loro, sempre a TS, ha detto questo: “Grandi tifosi non ne ho mai incrociati. Bennato segue con simpatia il Napoli e Pau, il cantante dei Negrita, è stato juventino e abbiamo vissuto insieme la mitica finale di Champions League del 1996, poi il suo tifo si è molto raffreddato, perché non si ritrova più in questo calcio. La mia passione, invece, si è riaccesa dopo un periodo più tiepido. Tutto è nato da bambino, davanti alla tv: cercavo dei cartoni animati e finii davanti a Juventus-Derby County, semifinale di Coppa dei Campioni del 1973. La Juventus vinse 3-1 e mi affascinò subito. E poi in quel periodo c’era la Lazio scudettata di Maestrelli, il Cagliari di Riva, il Torino di Pulici: insomma la Juventus era una scelta meno facile rispetto ad altre epoche. Quasi alternativa”. 

(Tuttosport)

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