Biasin: “Serie A da finire per un semplice motivo ma è giusto non illudere nessuno. E in Cina…”

Biasin: “Serie A da finire per un semplice motivo ma è giusto non illudere nessuno. E in Cina…”

Biasin analizza così le parole di Gravina che punta a chiudere la stagione

di Matteo Pifferi, @Pifferii
Biasin sull'Inter

Attraverso un lungo editoriale su Libero, Fabrizio Biasin ha provato a tracciare quello che potrebbe essere lo sviluppo dei campionati. La priorità di Gravina è proprio quella di concludere la Serie A per poter dare all’UEFA l’elenco di squadre per le Coppe della prossima stagione. Biasin commenta così:

“È tutto corretto, comprensibile, certamente non condannabile. Stiamo parlando di chi cerca una soluzione per il campionato di calcio, chi butta sul tavolo una serie di ipotesi – giocare ogni due giorni fino a fine giugno, disputare i playoff, ecc ecc… -, chi non intende arrendersi e semplifica più che può: «Se tutto va bene ricominciamo a maggio e ce la facciamo» («non oltre il 9 maggio però», dicono i club). E, però, è proprio quel «se tutto va bene» che stona assai. Giusto crederci, giusto non farsi trovare impreparati, ma è giusto anche non illudere nessuno. Signori, parliamoci chiaro: questo campionato difficilmente andrà in porto e se andrà in porto non sarà per una semplice questione sportiva, semmai per provare a limitare le perdite (sì, stiamo parlando di soldi). Oh, non c’è niente di male, il carrozzone va avanti con quelli, i milioni, ma togliamoci dalla testa l’idea del campionato che termina e ci consegna vincitori e vinti come in una stagione qualsiasi”.

SITUAZIONE ATTUALE

“Lasciamo perdere gli attuali casi di positività trai calciatori, ma è la situazione generale che non ci permette di essere ottimisti: per pensare di completare il torneo in maniera più o meno regolare non si può rimandare il via oltre l’inizio di maggio, ovvero tra 45 giorni, ipotesi francamente fantasiosa. Per intenderci: in Cina, dove il peggio al momento pare passato, nessuno ha pensato di far rotolare il pallone (da loro non è una priorità, per carità, ma qualcosa vorrà pur dire…)”.

PORTE CHIUSE

“Mettiamo pure che il virus decida di andare in vacanza su Marte e ci dia tregua in tempo utile per far ripartire il carrozzone. Pensate davvero che sarà possibile riaprire gli stadi al pubblico? Suvvia. E la Champions? E l’Europa League? Cioè, se in Inghilterra fino a ieri l’altro se la cantavano allegramente a questo e quel concerto in diecimila e più, la cosa più probabile è che l’infame morbo continui a “pasteggiare” ancora a lungo. Resta in piedi l’ipotesi playoff e playout: qualche partita giocata in fretta e furia per individuare vincitori e vinti e salvare il salvabile. Avrebbe davvero senso? È giusto “ragionare” («andiamo avanti oltre giugno») e “pesare” e soprattutto “sperare”, ma non prendiamoci in giro, le possibilità che il campionato 2019-2020 sia già concluso, purtroppo, non sono poche”.

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