Cauet: “Coronavirus? Momento tragico. La Francia ha reagito tardi e male”

Cauet: “Coronavirus? Momento tragico. La Francia ha reagito tardi e male”

Le parole dell’ex centrocampista nerazzurro a proposito del virus che sta colpendo tutto il mondo

di Daniele Vitiello, @DanViti

Bonoit Cauet, ex centrocampista dell’Inter, è intervenuto a “Stadio Aperto” su TMW Radio parlando dell’emergenza Coronavirus tra Francia e Italia.

Come stai vivendo questa emergenza?

“La sto vivendo come tutti. È un momento particolare e inaspettato, bisognerà far fronte a questo momento tragico con determinazione per il bene di tutti. Bisogna stare nelle proprie case come sto facendo io che con la scusa sto ristrutturando casa dei miei genitori, che non vedevo da tanto, oltre a questo passo le giornate leggendo tanto”.

La Francia sta reagendo bene in questa situazione?

“Ha reagito male ed in ritardo. Adesso pagheremo le conseguenze perché il virus colpisce velocemente. La Francia doveva metterci in guardia prima, ora stanno chiudendo tutto ma la gente ancora non comprende la gravità della situazione. Un gesto folle è stato quello di chiudere le scuole per poi riaprirle per trasformarle in seggi elettorali, si dovevano rimandare le elezioni tant’è che una grande percentuale di votanti non si è recata al seggio”.

Hai la sensazione che l’Italia stia combattendo questa battaglia da sola?

“Si anche da fuori ho avuto la sensazione che l’Europa non stia aiutando per bene l’Italia. Il paese però penso si stia muovendo bene e anche la popolazione si sta dimostrando forte sotto tutto i punti di vista”.

Secondo te si sarebbero dovute fermare prima le competizioni?

“Qualcuno non ha giocato e non capisco perché altri invece lo hanno fatto. Bisognava fare una scelta uguale per tutti perché la salute pubblica viene prima di ogni cosa. Il rinvio dell’Europeo penso sia una scelta obbligata anche perché non sappiamo come sarà la situazione questa estate”.

Le varie leghe stanno pensando ad una soluzione per terminare i rispettivi campionati, cosa ne pensi a riguardo?

“Ad oggi non si può pensare a niente altro che alla salute pubblica. L’atteggiamento di tutti è importante per porre la parola fine a questa situazione, quando tutto sarà ristabilito si potrà pensare a far ripartire tutto il mondo dello sport”.

Qual è l’immagine che più ti ha colpito della popolazione italiana?

“La gratitudine che ha dimostrato il popolo verso il personale sanitario mi ha colpito molto, è un giusto riconoscimento”.

Sei rimasto deluso dall’atteggiamento dei giocatori del PSG che hanno festeggiato con i tifosi il passaggio del turno?

“Potevano risparmiarselo. Non ha avuto senso giocare a porte chiuse e poi andare a festeggiare con i tifosi. Poi per quanto riguarda il campo non vedevo il bisogno di festeggiare il passaggio agli ottavi contro un modesto Borussia Dortmund”.

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