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CdS – Conte e Mourinho, tanti punti in comune ma una differenza. Il portoghese all’Inter…

Il giornale parla di due manager diversi che hanno caratterizzato i cicli di nerazzurri e bianconeri

Eva A. Provenzano

Il Corriere dello Sport questa mattina parla di Inter-Juventus come di un'opposizione antichissima che ha portato negli ultimi anni ad un dominio in Serie A: prima i nerazzurri con il ciclo Mancini-Mourinho, poi i bianconeri con Conte prima e Allegri poi. Roberto Perrone firma un articolo nel quale viene spiegato come sono stati gestiti, a livello di panchina, i due club: l'Inter che chiama prima Mancini e poi Mourinho, allenatori che diventano protagonisti e decidono su tutto, allenatori che sono manager, un po' come Ferguson al Manchester United. Era lo Special One che teneva insieme l'Inter e quando la lasciò nella notte di Madrid, dopo averla fatta salire sul tetto del mondo, qualcosa si è rotto in maniera definitiva.

A Vinovo prima c'è stato Conte, un manager che viene paragonato a Mou perché interviene su tutto come lui, ma al contrario del portoghese che "fa di sé stesso l'identità e quindi quando va via lui tutto va in malora, l'italiano invece, pur avendo una spiccata personalità, si puntella, per la ricostruzione della Juventus reduce da un periodo instabile... va via pensando che il ciclo sia finito. Max Allegri, invece, costruisce quello che all’Inter non è riuscito dopo Madrid, una rivoluzione morbida, modulando gli inserimenti, ruotando il sistema di gioco e gli uomini, cambiando sempre formazione per non cambiare mai, cioè per vincere ancora", si legge nello stesso articolo del CdS.

(Fonte: Corriere dello Sport)

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