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Cerruti: “Il futuro all’Inter di Conte è più incerto di quello di Pioli al Milan. Ma entrambi…”

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Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, il giornalista Alberto Cerruti ha presentato così la sfida tra Inter e Milan in Coppa Italia

Matteo Pifferi

Intervenuto sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, il giornalista Alberto Cerrutiha presentato così la sfida tra Inter e Milan in Coppa Italia:

"Peccato che non sia una finale, come è successo soltanto una volta nell'altro secolo. Era il 3 luglio 1977, un giorno storico non soltanto perché da allora Milan e Inter non hanno più giocato un derby per assegnare la Coppa Italia, ma anche perché quella fu l’ultima partita in cui si affrontarono Rivera e Mazzola, entrambi con la maglia numero 10 e con la fascia di capitano. I tifosi che riempirono San Siro alla fine applaudirono in modo diverso: quelli del Milan festeggiarono il 2-0 firmato da Maldera e Braglia, che regalò a Rocco il suo decimo e ultimo titolo sulla panchina rossonera, mentre quelli dell’Inter salutarono commossi l’addio al calcio di Mazzola. Stasera non sarà un’altra finale, ma un derby in cui si decide la qualificazione in 90’, o eventualmente 120’ con o senza rigori, è sempre un derby per cui, nel bene o nel male, un segno lo lascerà, a maggior motivo pensando al duello rossonerazzurro per lo scudetto, con vista sul prossimo scontro diretto in campionato, il 21 febbraio".

CAMPIONATO - "E allora, dopo la lezione di gioco che il Milan ha appena ricevuto dall'Atalanta e dopo la frenata dell’Inter a Udine, è scontato chiedersi quale squadra ha più da guadagnare o da perdere stasera. E in particolare, proiettando lo sguardo sul futuro, oltre il prossimo doppio confronto in semifinale con la Juventus – Spal permettendo – è scontato chiedersi chi ha più da guadagnare e da perdere tra i due allenatori. È vero che sia Pioli sia Conte firmerebbero, senza ammetterlo, per una sconfitta stasera pur di festeggiare lo scudetto, perché la Coppa Italia storicamente conta sempre di meno. Ma soprattutto è vero che Pioli ha già vinto, anche se alla fine non vincesse niente, perché un anno fa nessuno poteva immaginare che oggi sarebbe stato ancora sulla panchina rossonera e soprattutto che il Milan, mai così “suo”, sarebbe stato in testa alla classifica alla fine del girone d’andata. Comunque vada a finire la stagione, stavolta è lui a essere sicuro di avere un futuro a Milanello, il che non significa ovviamente che sia già appagato, tutt'altro".

CONTE - "Conte, invece, alla sua seconda stagione dall'inizio all'Inter, dopo la doppia e per questo ancora più clamorosa esclusione dall'Europa, non può fallire l’obiettivo dello scudetto. E siccome tutti sono convinti che l’Inter sia più forte del Milan, sarebbe grave per lui perdere un altro derby, dopo quello dell’andata in campionato. A prescindere dai possibili cambiamenti ai vertici della società, e al di là del suo contratto per una terza stagione, il futuro nerazzurro di Contesembra più incerto di quello rossonero di Pioli, ma conoscendo la sua professionalità siamo certi che penserà soltanto a vincere. Perché anche se non sarà una finale, chi vincerà stasera farà un pieno di ottimismo per inseguire lo scudetto".

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