CorSera – Inter, i calciatori non si riparino dietro comodi parafulmini: certe gare…

Il giornale torna sull’eliminazione in CL, sul confronto dell’allenatore con la dirigenza e sul messaggio di Zhang

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Se qualcuno avesse sentito la voce di un esonero di Conte dopo l’eliminazione in Champions era infondata. Perché l’Inter non ha mai messo in discussione il tecnico e non ha intenzione di privarsene. Lo scrive quest’oggi il Corriere della Sera. Parla anche di un confronto tra analizzare e dirigenti per analizzare quanto successo in CL e nella discussione sono stati toccati vari punti tra cui quello legato alla mentalità e alla qualità della rosa. Anche il quotidiano milanese riporta le parole del presidente Zhang:

«Eravamo consapevoli delle difficoltà che avremmo potuto incontrare in questa stagione anomala. Insieme abbiamo deciso di affrontarle con coraggio e determinazione. Il nostro obiettivo non cambia, lottare e dare tutto per il bene dell’Inter. Insieme». “Un’uscita attesa e doverosa da parte del presidente”, sottolinea il giornale. 

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Però l’eliminazione in Coppa è un passo indietro nel progetto di crescita e sviluppo di Suning. La mentalità vincente non si è vista contro lo Shakhtar e non si vede mai quando la gara deve decidere qualcosa. All’appuntamento con la vittoria, quando non si può mancare, l’Inter non si presenta. L’allenatore ieri ha anche fatto una chiacchierata con la squadra.

“Certe gare bisogna saperle vincere, i giocatori dell’Inter non ne sono mai stati capaci per mancanza di abitudine al successo e di qualità. I calciatori devono assumersi le loro responsabilità, non ripararsi sempre sotto comodi parafulmini. La squadra è competitiva per l’Italia, a livello internazionale non regge”, scrive De Carolis sul Corriere della Sera.

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Gli ottavi di Champions sono un muro da nove anni. “Non siamo da CL? Lo dice il campo”, ha risposto Handanovic quando gli è stato chiesto.

«Non siamo da Champions, lo dice il campo», l’ammissione di capitan Handanovic. Conte ha sempre insistito sull’innalzamento della qualità, ma dietro si pensava potesse colmare lui il gap. Ma quando Lukaku non gioca come sa e quando manca la grinta di Vidal il gruppo non riesce a sopperire. Lautaro invece mostra segni di nervosismo quando viene sostituito. Conte riesce in Italia a mascherare la mancanza di qualità mentre in Europa non è uguale. “Mai avuto grandi corazzate, l’Inter stessa non lo è, però si poteva fare meglio”. 

(Fonte: Corriere della Sera)

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