Coronavirus, tre ricercatori italiani spiegano come si diffonde: “Sportivi più a rischio”

Il Corriere della Sera pubblica uno studio di tre dottori che hanno spiegato come il Covid19 sia più pericoloso per chi fa sport

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Mentre in Italia si sta cercando di capire come e quando far ripartire il calcio, tre ricercatori italiani stanno cercando di spiegare come funziona il coronavirus. L’articolo scientifico è stato rilanciato dall’Istituto Superiore di sanità. Dimostra come l’esito dell’infezione si decida nei primi 10-15 giorni dal contagio. Dipende dall’esposizione virale e dalla risposta immunitaria.

Secondo il modello dei tre ricercatori il virus si diffonde quando

a) quando l’immunità innata è debole;

b) la dose di esposizione è enorme (come nel caso di medici e infermieri ad esempio);

c) quando si compie un esercizio fisico intenso e prolungato.

Significa quindi che l’immissione elevatissima di flussi respiratori mette a rischio, proprio nei giorni di incubazione, proprio gli sportivi: “E’ facilitata la penetrazione diretta del virus nelle vie aeree inferiori e negli alveoli, riducendo fortemente l’impatto sulle mucose delle vie aeree, coperte da anticorpi «neutralizzanti». Proprio questa situazione si è probabilmente verificata nel caso di Mattia, il paziente 1 ammalatosi il giorno dopo una partita di calcetto e potrebbe ripetersi con altri atleti (maratoneti, canottieri, calciatori in allenamento intenso o in partita)“, si legge sul Corriere della Sera.

(fonte: corriere.it)

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