Damascelli: “Inter brutta ma vincente. Conte non può più lamentarsi, Marotta e Zhang potrebbero…”

Il giornalista commenta la prova dell’Inter contro la Fiorentina

di Matteo Pifferi, @Pifferii

Intervenuto sulle colonne de il Giornale, Tony Damascelli ha analizzato così il 4-3 dell’Inter sulla Fiorentina:

“Bello il football, quando si vince cancellando errori ed omissioni. L’Inter si ritrova con tre punti quando pensava di chiudere con la prima sconfitta amarissima. La Fiorentina butta via vittoria e almeno il pareggio meritato ma questo gioco non permette altri discorsi, di meriti e simili, articolo quindi ha ragione chi ha vinto. Presumo che si dirà e si scriverà di prova di carattere e di grande reazione, va bene per gli imbonitori e i tifosi ma il campo ha detto altro e questo altro significa che il gioco migliore è stato espresso dalla Fiorentina ma l’Inter è andata a castigarla con la tigna necessaria per puntare al titolo, brutti ma vincenti. Nel finale l’allenatore nerazzurro ha mandato dentro tutto il magazzino”.

SCELTE DI CONTE – “Non è stata lucida l’Inter, anzi lenta e orizzontale, dunque quasi una contraddizione della filosofia, si fa per dire, del suo allenatore che ha scelto, per gradire, di lasciare in panchina il migliore colpo di mercato, Hakimi, inserito nel finale in un minestrone senza alcun senso, abbastanza paesano, con l’ingresso di Vidal e Nainggolan. Di contro Iachini ha scelto la prudenza e l’intelligenza tattica con un contropiede sempre manovrato spinto dal migliore uomo di idee, Castrovilli e dall’eccellenza di Ribery che ha offerto momenti di grandissimo football. La squadra viola avrebbe bisogno di un altro difensore di censo, Ceccherini, autogol a parte ha avuto difficoltà eccessive ma è stata superba in copertura l’azione di Chiesa, il cui futuro ruolo potrebbe essere quello di esterno basso. L’Inter si è ripresa partita sui nervi e sulla ricerca di una soluzione di gioco, spesso intossicata dalla serata negativa di Lukaku che si è rialzato soltanto nell’ultimo respiro, riequilibrando un risultato. L’allenatore interista dovrà lavorare molto anche con se stesso, l’euforia di organico può creargli problemi, non può lamentarsi stavolta anche se i suoi capricci potrebbero portare Marotta e Zhang a regalargli ancora Kanté, in un reparto che prevede, tuttavia, già figure in coda o in lista di attesa. Comunque, conta il risultato e basta”.

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