Di Biagio: “Nel 2002 strane decisioni arbitrali. Ci costrinsero a…”

“Il rigore del ‘98? Sbagliai perché calciai troppo bene. Agli Europei segnai ma nessuno lo dice”

di Francesco Parrone, @FrankParr

L’attuale ct dell’Under 21 azzurra ed ex centrocampista nerazzuro, Luigi Di Biagio, al Corriere dello Sport ha raccontato dello scudetto perso all’ultima giornata in quel fatidico 5 maggio romano: “Non me ne parli, ancora ci soffro. Volevo vincere lo scudetto nella mia città. E avevo segnato anche il gol del due a uno. Poi tutto crollò, nessuno sa perché. La Lazio fece la sua parte ma noi ci liquefacemmo. Per uno dei misteri del calcio, successe così. Avevamo dominato il campionato e potevamo chiuderlo prima se strane decisioni arbitrali non ci avessero costretto a giocarci tutto all’Olimpico. Quel gol mi aveva fatto andare alle stelle. Lo avevo dedicato a mio cognato morto pochi giorni prima. Sentivo che avrei segnato. Mi feci una maglietta con scritto “Roby è per te”. Ma quel gol non servì, poi fu un tracollo inspiegabile. Finimmo simboleggiati dalle lacrime di Ronaldo in panchina. Era il 5 maggio, come nella poesia del Manzoni…”.

Chi sono i giovani più forti che ha allenato in questi anni? “Tanti. Ora mi viene da dirle sicuramente Berardi, ma non lo scopro io che è un campione. Poi Bernardeschi e il sorprendente Donnarumma, così maturo a un’età così giovane. Un tecnico si deve dire fortunato quando ha la possibilità di allenare talenti così. Io lo sono stato”.

Qual è lo stato del nostro calcio giovanile? “Molto più positivo di quanto si creda. Dall’under 15 all’under 21 in qualsiasi torneo ce la giochiamo. I talenti, la cultura calcistica ci sono. Il problema è che questi giovani giocano poco nelle loro squadre di appartenenza”.

E’ quanto ha denunciato un ragazzo della Lazio venduto all’estero. Perché non si fanno finalmente le seconde squadre? “Se ne parla da quindici anni ma non si muove nulla. Burocrazia, interessi, pigrizie impediscono che si vari questa riforma che sarebbe essenziale per far scendere in campo in tornei veri i nostri ragazzi migliori. Negli altri Paesi a diciannove anni sono in prima squadra. Da noi, forse per la competitività del nostro campionato, questo coraggio di rischiare non è facile averlo. Si va sul sicuro, c’è molta pressione, bisogna fare risultati. Si ha poco tempo per sperimentare. Ma così i nostri vivai ne risentono”.

Chi sta emergendo, ad esempio nell’under 19? “Hanno fatto un ottimo europeo. Le posso citare l’esterno sinistro Dimarco o Locatelli. Certo ancora non si vede all’orizzonte il nuovo Del Piero o il nuovo Totti o il nuovo Baggio”.

 

(Fonte: Walter Veltroni, Corriere dello Sport 10/09/16)

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