Di Caro (GdS): “L’Inter ha giocato meglio. Icardi, assassinio all’ultima pagina del libro”

Di Caro (GdS): “L’Inter ha giocato meglio. Icardi, assassinio all’ultima pagina del libro”

Il giornalista ha parlato del derby vinto dall’Inter 1-0 col Milan

di Andrea Della Sala, @dellas8427

 Ha vinto l’Inter meritatamente, grazie alla rete nel finale di Mauro Icardi che ha schiantato il Milan. Su La Gazzetta dello Sport ne ha parlato il giornalista Andrea Di Caro:

“L’assassino ha colpito all’ultima pagina del libro. Premiando la squadra che fino a quel momento c’aveva provato e creduto di più, giocando meglio, e che dunque ha meritato la vittoria. Al 92’ sembrava però una partita finita, con Inter e Milan arrivate all’ultimo giro di orologio forse più con la voglia di non perdere che di vincere questo derby. Poi su cross di Vecino il Milan ha commesso con la coppia Musacchio-Donnarumma, che ha letto male la traiettoria del pallone, l’unica vera incertezza difensiva della sua partita più attenta che coraggiosa ed è spuntato Icardi, il killer d’area, anzi «l’assassino» come lo aveva definito in settimana alla Gazzetta il suo rivale Higuain. Profeta o Cassandra fate voi, Pipita alla domanda su cosa invidiasse al più giovane collega aveva risposto così: «L’abilità nel colpo di testa e le tempistiche in area: è un assassino». Detto fatto: colpo di testa, gol, copertina, tre punti e tutti a casa. Diventa Icardi il «personaggio» di un derby che fino a quel momento non aveva protagonisti.

Combattuto, intenso, aggressivo. Questo sì. Mentre non si può dire che sia stato anche un derby bello e spettacolare. Hanno corso e lottato Inter e Milan. E non si sono risparmiate colpi e tackle. Si sono affrontate a viso aperto, con l’Inter complessivamente più propositiva e il Milan a tenere botta tentando di ripartire. Aveva annunciato un Milan più tecnico degli avversari Gattuso, ma non si è visto. L’Inter non è stata solo più fisica ha pure giocato meglio e lo ha ammesso onestamente anche Ringhio a fine gara. Il risultato finale sposta anche un po’ i giudizi e consente un’enfasi maggiore verso chi vincendo ha svoltato. Perché questo si diceva prima del derby: chi vince, svolta. C’è riuscita l’Inter, che ha raggiunto la settima vittoria consecutiva tra campionato e Champions, soffrendo spesso, ma mostrando proprio nelle gare più in bilico quelle doti caratteriali che nel corso di un campionato regalano tanti punti. Cresce l’autostima nei nerazzurri ed è giusto così.

Per onestà, prima del gol di Icardi, la sensazione che ci avevano lasciato le due squadre era di un vorrei ma non posso. O meglio, vorrei ma non ci riesco. Per reciproca capacità in fase difensiva e di chiusura degli spazi, ma anche per alcuni limiti in fase di ultimo passaggio e dunque di realizzazione. Avere due bomber straordinari come Icardi e Higuain (229 gol in A in due) e servirli così poco è peccato grave, con il Pipita più orfano di palloni rispetto a Maurito. Alla fine la somma delle conclusioni dei due centravanti non arriva alle dita di una mano. Però a Icardi, si sa, basta un pallone: è arrivato e lo ha sfruttato.

In questo momento i tre punti li prende la squadra che ha più possibilità di dire la sua nell’alta classifica. L’Inter ha più forza, uomini e margini rispetto al Milan. L’obiettivo dei rossoneri quest’anno è lottare per il quarto posto, difficile pretendere di più. Forse più che ridimensionato il Milan esce da questo derby con la certificazione del ruolo che può recitare. Questa vittoria che porta l’Inter a -6 dalla Juve e a – 2 dal Napoli, regala invece al campionato una protagonista. Non può essere un pareggio in casa a far cambiare i giudizi sulla Juve che resta la strafavorita per il campionato per qualità e quantità della sua rosa, nè si deve dimenticare che il Napoli lo scorso anno ha fatto 19 punti in più. Il gap c’è. Però l’Inter è lì, dove la società e i tifosi le chiedevano di essere. L’obiettivo è continuare su questa strada, migliorare ancora e mettere pressione a chi le sta davanti. E poi chissà…”.

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