Favini: “Gagliardini è tra i sospesi. Ce l’ha fatta, ma ora serve un salto di qualità”

Favini: “Gagliardini è tra i sospesi. Ce l’ha fatta, ma ora serve un salto di qualità”

Lo storico osservatore dell’Atalanta ha parlato degli ex atalantini che saranno presenti in Inter-Milan, compreso Gagliardini

di Andrea Della Sala, @dellas8427
C’è tanta Atalanta nel derby di domenica sera tra Inter e Milan. Nessuno meglio di Mino Favini, storico osservatore e scopritore di talenti dei bergamaschi, può descrivere i giocatori che sono passati da Zingonia. Queste le sue parole a Tuttosport:
Bonaventura, Kessiè e Gagliardini quasi sicuramente titolari in mezzo al campo nel derby di Milano. E l’ennesimo riconoscimento del lavoro fatto a Zingonia? 

«Mi fa piacere che qualcuno se ne ricordi. Altrimenti, più passa il tempo, più si tende a dimenticare». 

A quale giocatore è più legato di questo terzetto? 

«Sicuramente a Bonaventura. Mi ricordo quando lo avevamo visto ragazzino nella squadra dove giocava vicino al suo paese, San Severino Marche. C’era qualche riserva su Giacomo perché qualcuno sosteneva che fosse troppo gracile. Le solite obiezioni di tipo fisico e atletico che condizionano tante scelte. Ma invece io ero convinto che quel ragazzino avesse le caratteristiche giuste per diventare un ottimo giocatore. Il resto lo ha fatto il suo carattere posato e tranquillo. Il tempo mi ha dato ragione».  

E Gagliardini? 

«Me lo ricordo bene perché anche suo fratello Andrea giocava nel vivaio dell’Atalanta. Roberto ce l’ha fatta ma in questo momento potrei dire che è tra coloro che son sospesi. Nel senso che è arrivato ad alti livelli, ma adesso deve fare un ulteriore salto in avanti». 

Sorpreso dall’evoluzione di Kessié? 

«Devo dire che non avevo un’idea precisa su questo ragazzo che ho avuto modo di seguire da vicino meno rispetto a Bonaventura e Gagliardini. Vedevi subito la sua forza. Era molto tosto. Ma non sapevo esattamente dove sarebbe potuto arrivare. Al di là dell’aspetto tecnico, sono tre bravi ragazzi». 

Non ci sarà invece Andrea Conti, altro giocatore cresciuto nell’Atalanta e acquistato dal Milan. 

«E’ un po’ che non lo sento. Come sta Andrea? – chiede subito Favini dimostrando grande attaccamento nei confronti dell’esterno destro di Lecco – non ci voleva questo lungo infortunio in una fase decisiva della sua carriera. Spero che torni presto». 

C’è qualche giovane calciatore italiano che le piace in particolare? 

«Devo essere sincero. Ormai vado poco in giro sui campi. Vedo calcio soprattutto in televisione. Ma per capire bene il valore di un giovane devi osservarlo direttamente. Posso dire solo una cosa. Credo molto nel lavoro che potrà fare Roberto Mancini».

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