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Galeone: “La Juve va rifondata, ma non c’è più Marotta. Obiettivo solo il quarto posto”

Galeone: “La Juve va rifondata, ma non c’è più Marotta. Obiettivo solo il quarto posto”

L'ex tecnico, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato dei problemi della Juve e del lavoro del suo amico Allegri

Andrea Della Sala

L'ex tecnico Galeone, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato dei problemi della Juve e del lavoro del suo amico Allegri

Galeone, nemmeno una prestazione orgogliosa ha evitato la sconfitta in Supercoppa contro l’Inter. Cosa succede alla Juve?

«Succede che la Juve va rifondata. Bisogna costruire una squadra completamente diversa. Ci vorranno due o tre anni, d’altronde se ad Allegri hanno fatto un contratto quadriennale immagino che anche i dirigenti siano consapevoli della situazione. In questo momento bisognerebbe fare lo stesso lavoro svolto da Marotta quando arrivò Allegri a Torino la prima volta. Furono acquistati grandi campioni come Khedira, Mandzukic, poi Dani Alves. E altri ancora. Solo che adesso Marotta non c’è più e i nuovi dirigenti vanno guidati da Max, perché dal punto di vista calcistico non hanno la stessa esperienza e competenza di Marotta. C’è un paradosso: la Juve ha buoni giocatori che però non sanno giocare a calcio. Per crescere e tornare competitivi anche in Europa, servono professori. Khedira camminava, ma non sbagliava mai posizione e giocata».

Per la Juve è meglio affidarsi a Dybala o lasciarlo andare?

«Quello che sta succedendo non è colpa di Dybala, però lui non è un leader e non ha fatto il salto di qualità che ci si aspettava: questione mentale e anche fisica, ha avuto tanti infortuni. Dal numero 10 della Juve si pretende di più. Pensi a Platini o a Del Piero. Sicuramente giocare in una squadra scarsa tecnicamente non lo aiuta. Dybala potrebbe essere prezioso dietro alla punta nel 4-2-3-1. Negli altri sistemi di gioco è difficile collocarlo. Con Sarri ha fatto un grande campionato, con Pirlo no. Adesso non so quanto si possa puntare su di lui. E anche Chiesa secondo me può partire se ti danno 50-60 milioni: a volte è devastante, altre volte fa confusione. Mandzukic offriva un rendimento costante e alto in ogni partita della stagione. La rosa, tra l’altro, è stata costruita male: ci sono troppi giocatori di fascia destra, ad esempio. E sono buoni, ma non da Juve».

Il problema più grave non è a centrocampo?

«Quel reparto va ricostruito interamente. Mi piace solo Locatelli, ma ha bisogno di un compagno che lo aiuti. Rabiot mi ha deluso: è irriconoscibile. Ai tempi del Psg aveva grandi potenzialità e anche Allegri la pensa così, infatti lo fa giocare spesso perché non si è ancora arreso. Poi c’è un altro aspetto sorprendente».

Adesso quali sono gli obiettivi stagionali?

«In campionato, solo il quarto posto. Nell’ultimo periodo la Juve ha trovato una certa continuità di risultati e il Napoli ha molti problemi. Il prossimo mese sarà decisivo. In Champions Max è un professore e con il Villarreal potrà passare il turno. Infine c’è la Coppa Italia, che è un grande obiettivo, ma non sarà semplice vincerla: a parte il Napoli, credo che in semifinale arriveranno le prime della classifica».

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