Icardi, la strada è lunga: Spalletti lo fa lavorare a parte. Ad Appiano delegazione peacekeeping

Icardi, la strada è lunga: Spalletti lo fa lavorare a parte. Ad Appiano delegazione peacekeeping

Il tecnico dell’Inter vuole che l’argentino recuperi la condizione prima di rientrare a pieno col gruppo

di Andrea Della Sala, @dellas8427
Ieri Mauro Icardi si è rimesso a disposizione dell’Inter dopo la lunga assenza. Tra l’argentino e il tecnico nessuna nuova amicizia, ma una sorta di tregua per il bene del club. “Se il calciatore si aspettava un immediato reinserimento è arrivato invece il piano di lavoro che, come sempre accade nel caso di lunghe assenze, prevede un lavoro differenziato. Se non è freddo poco ci manca in una situazione che solo il reciproco buon senso eviterà di portare a possibili future fibrillazioni. 
Spalletti in particolare, non solo non si è sciolto, ma ha fatto vedere di seguire con grande attenzione sia i progressi fisici che i comportamenti dell’argentino. Insomma il primo passo verso il tentativo di tornare alla normalità è stato positivo? Si vedrà giorno dopo giorno. Dopo aver riunito la squadra in palestra e aver stretto la mano a tutti (Icardi compreso) – del resto si trattava della ripresa degli allenamenti dopo la vittoria nel derby – Spalletti ha spiegato all’ex capitano che, concluso il riscaldamento tutti assieme, avrebbe proseguito con un lavoro personalizzato sul campo, agli ordini di un preparatore. Una scelta dovuta alla necessità di recuperare la condizione, venendo da 35 giorni di stop, nei quali al massimo aveva effettuato qualche corsetta, tutt’al più sul tapis roulant. Già, ma quanto durerà questo lavoro personalizzato? Di certo anche oggi, poi il week-end sarà libero per tutti, e dunque se ne riparlerà la prossima settimana. Si può dare per scontato, comunque, che si procederà con la massima cautela. E, a questo punto, è immaginabile essere perplessi sulla convocazione dell’attaccante per la gara con la Lazio del 31 marzo”, si legge sul Corriere dello Sport.
“Icardi sarebbe stato più contento di partecipare immediatamente al lavoro con i compagni. E il suo rammarico è stato colto da tutti. Non solo: per parlare di un clima totalmente pacificato si deve per forza aspettare il gruppo al completo con il rientro di tutti i nazionali. A garantire l’operazione, quasi una forza di peacekeeping, c’era alla Pinetina la presenza al completo del gruppo dirigente, Marotta, Ausilio e Gardini. Maurito ha fatto come se nulla fosse. Si è cambiato nello spogliatoio, come d’abitudine e, terminata la seduta, è rimasto nel centro sportivo a mangiare assieme a qualche compagno, visto che il pranzo era facoltativo”, riporta il quotidiano
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