Barella e Sensi insieme nell’Inter? Conte non rinuncerà alla fisicità, ma una via lo può accontentare

Barella e Sensi insieme nell’Inter? Conte non rinuncerà alla fisicità, ma una via lo può accontentare

Coi centimetri in difesa e in attacco, l’Inter può sopperire alla mancanza di fisicità in mezzo al campo

di Andrea Della Sala, @dellas8427
Nicolò Barella e Stefano Sensi

Dall’Italia che ha battuto la Finlandia, arrivano buone notizie anche per l’Inter di Conte. Mancini ha schierato insieme i due centrocampisti nerazzurri Barella e Sensi e il risultato è stato più che soddisfacente. Arrivano, dunque, conferme sul fatto che i due piccoli centrocampisti possano giocare insieme nell’Inter. Coi centimetri negli altri reparti si può sopperire alla mancanza di fisicità in mezzo al campo.

“Sensi e Barella non hanno solo qualità e giovane età in comune: basta vederli vicini a Lukaku per mettere in risalto altro. I centimetri, però, non sono un «must» nel ruolo, almeno non nel calcio moderno, quello per quasi un decennio dominato dalla scuola spagnol-guardiolesca. L’epopea della Roja e del Barcellona guidato da Xavi e Iniesta, con il solo Busquets a garantire centimetri in mezzo, ha dimostrato al mondo che «piccolo» è bello, e soprattutto può essere vincente. Lo stesso Pep ha riproposto il modello al City, con i due Silva e Fernandinho, oggi Psg e Bayern hanno coppie non certo di corazzieri davanti alla difesa (Gueye-Verratti e Kimmich-Thiago Alcantara). Certo, Xavi e Iniesta sono modelli lontani per Sensi e Barella, e lo stile di gioco del Barça non è certo quello dell’Inter di Conte. Fra i catalani erano pequeños anche i terzini, gli esterni d’attacco, il «falso nueve» Messi e non si buttava mai una palla in mezzo, nemmeno su corner. Conte invece non intende rinunciare a forza fisica e centimetri, anche perché la sua idea di calcio è più diretta e verticale. Ma dietro, con i tre corazzieri della difesa e in attacco, col gigante belga, la fisicità non manca. In mezzo, si può essere anche mini, purché la qualità sia maxi”, spiega La Gazzetta dello Sport.

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