Ex Inter, Caio: “Giocai due volte in nerazzurro. Andai via per colpa di Hodgson”

Ex Inter, Caio: “Giocai due volte in nerazzurro. Andai via per colpa di Hodgson”

Le parole dell’ex calciatore nerazzurro

di Daniele Vitiello, @DanViti

Caio Ribeiro Decossau, ex calciatore dell’Inter, ha parlato ai microfoni di TMW della sua avventura nerazzurr: “Ho il bisnonno italiano, di Lucca. E sono innamorato dell’Italia. Purtroppo da professionista le cose non sono andate come avrei voluto. All’Inter ho giocato due volte e non posso neanche dire di aver fallito, perché non ho avuto proprio l’opportunità di mostrare il mio valore. E come se non bastasse i sei mesi all’Inter mi hanno fatto perdere le Olimpiadi a cui tenevo tantissimo”.

Cosa non è andato con i nerazzurri?
“C’è da dire che all’epoca potevano giocare solo tre stranieri. E l’Inter aveva Javier Zanetti, Roberto Carlos e Paul Ince. Io fui acquistato nel gennaio 1996 ma l’intenzione del club era lanciarmi per la stagione successiva. Decisero di anticipare il mio arrivo di sei mesi, per permettermi di conoscere il calcio italiano. Diciamo doveva essere un periodo di rodaggio. Io avevo chiarito sin da subito la mia esigenza di non perdere le Olimpiadi, che il Brasile non aveva vinto e che aveva buone possibilità di vincere ad Atlanta. C’era gente come Ronaldo, Roberto Carlos, Rivaldo. Un’occasione unica. L’allenatore dell’epoca era Roy Hodgson, gli parlai ma non ci fu verso di lasciarmi andare. E così io, che fui il capocannoniere del pre-olimpico, persi la mia occasione e non ne volli più sapere di restare”.

Hodgson non aveva un gran rapporto con i brasiliani, a quanto pare…
Roberto Carlos fu mandato via dopo un anno e ancora non me lo spiego. Uno dei più grandi terzini al mondo“.

Dall’Inter al Napoli
“Città bellissima, gente accogliente. Mi sono trovato benissimo e sono rimasto tutt’ora tifoso degli azzurri. Mi è capitato di tornarci per Natale e per capodanno. L’affetto per l’Inter resta, tant’è che a fine stagione col Napoli mi voleva riprendere. Avrei giocato sotto Gigi Simoni, che ho avuto proprio con i partenopei e con gente come Ronaldo. Ma scelsi di tornare in Brasile, ponendo fine alla mia avventura europea, a parte una breve parentesi in Germania”.

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