FC Inter 1908
I migliori video scelti dal nostro canale

ultimora

Inter, ecco la storia di Dalbert. Conceição: “Fortissimo fisicamente, esplosivo e buon piede”

Dopo una trattativa lunga, e per certi versi estenuante, Dalbert si può considerare a tutti gli effetti un giocatore dell'Inter

Riccardo Fusato

Dopo una trattativa lunga, e per certi versi estenuante, Dalbert si può considerare a tutti gli effetti un giocatore dell'Inter. Nato a  Barra Mansa (stato di Rio de Janeiro), l’8 settembre 1993 è un  cursore di fascia brasiliano sì, ma «addomesticato» dal calcio europeo, tra Portogallo e Francia. Ancora qualche giorno e al carnet Dalbert aggiungerà anche Milano, dove è già stato in vacanza con la moglie poco tempo fa. Lo attendono l’Inter e Luciano Spalletti.  Il presente gli sorride, come suggerisce il suo nome (letteralmente «colui che ha buona sorte»). Ma prima di diventare un terzino sinistro con i fiocchi e la passione per il basket Nba, Dalbert ha conosciuto la fame. Quella vera.

L'INFANZIA - Cresciuto dalla nonna Sebastiana insieme ai 7 fratelli, andava ad allenarsi con la bicicletta del papà. Dodici chilometri all’andata e 12 al ritorno, per coltivare il sogno di sfondare. A 16 anni, però, Dalbert giocava ancora nel Barra Mansa, modesto club della sua città. E i soldi in famiglia continuavano a scarseggiare. «Non potevo stare a guardare - raccontava lo stesso Dalbert in un intervista alla Folha de San Paulo -. Così chiesi al mio amico Amarildo di farmi lavorare: aveva un banchetto di ortaggi e io facevo lo scaricatore di cassette». Il grande calcio era ancora lontanissimo. E nemmeno i rapidi passaggi nelle giovanili di Fluminense e Flamengo servirono ad avvicinarlo. A quel punto, nonna Sebastiana prese in mano la situazione e convinse il nipote quasi 20enne a migrare in Europa. Anche in Portogallo, però, Dalbert fu costretto a partire dal basso. Due anni tra i carneadi dell’Academico Viseu, poi finalmente la grande occasione: il Vitoria Guimarães.

IL PARERE DI CONCEICAO - E soprattutto Sergio Conceição. L’ex ala dell’Inter era l’allenatore della prima squadra e ci mise poco ad accorgersi del talento di Dalbert, strappandolo in fretta alle riserve. Bastò poi solo un campionato in prima serie per convincere il Nizza a pagarlo due milioni. Il resto è storia recente: "Fisicamente è fortissimo: esplosivo, rapido. E poi ha un buon piede e la testa sulle spalle". Il virgolettato è dello stesso Conceição.

LE CARATTERISTICHE - Alto un metro e 81, Dalbert è un Maicon mancino che deve ancora farsi le ossa. Fa della velocità e della progressione le armi migliori, ha uno spiccato senso dell’anticipo e ama partire palla al piede, grazie al dribbling bruciante. Può migliorare invece nei cross e soprattutto nei tiri, così come nell’uso del destro. In Italia i suoi punti di forza potrebbero però essere anche i suoi difetti: fidandosi ciecamente del suo scatto, rischia ogni tanto di finire fuori giri. E in fase difensiva cerca sempre di accorciare, anche quando sarebbe il caso di temporeggiare. Spalletti ci potrà lavorare su. A Roma ha fatto di Emerson un laterale di livello. E qui la materia prima a disposizione è persino più pregiata...

(Gazzetta dello Sport)

tutte le notizie di