Inter-Lazio, partita persa a centrocampo. Centravanti? Per la CL saranno decisivi…

L’analisi di Ultimo Uomo

di Redazione1908

Il sistema della Lazio ha funzionato molto bene ieri a San Siro, quello dell’Inter non è stato invece impeccabile. Troppo prevedibili le scelte del reparto offensivo, tanti cross e poca sostanza. Ultimo Uomo ha analizzato nel dettaglio la partita giocata dalla squadra di Spalletti:“Nonostante la reazione di carattere, e di intensità, dell’Inter nel secondo tempo, la manovra nerazzurra non è stata sufficientemente abile a cogliere impreparata l’organizzazione difensiva della Lazio. Anzi, rimangono negli occhi soprattutto le parate di Handanovic – specie quella su Caicedo – rispetto a quelle di Strakosha. La partita dei nerazzurri è stata persa soprattutto a centrocampo: Brozovic non è riuscito a trovare abbastanza ricezioni pulite al di là del centrocampo biancoceleste, a causa del lavoro di disturbo delle punte della Lazio, ma anche Borja Valero e Vecino hanno faticato a ottenere spazio e a gestire palla tra le linee, latitando anche nelle incursioni. Asamoah è stato forse il giocatore più attivo nella metà campo avversaria, non solo per la partecipazione al palleggio (46 passaggi riusciti sulla trequarti) ma anche per l’insistenza con cui si è proposto. Politano e Perisic sono risultati troppo prevedibili e dunque facilmente controllabili dal sistema difensivo della Lazio, collaudato nelle scalate laterali”. 

Attacco e cross: “L’apporto di Keita nello sviluppo della manovra è stato sufficiente, seppur ben ostacolato da Acerbi, e il senegalese è stato anche tra i pochi a impensierire Strakosha, anche se da posizione defilata. Ancora una volta, però, l’Inter è stata limitata dalle sue mancanze strutturali nell’imprevedibilità collettiva della proposta offensiva: le rotazioni posizionali e i fraseggi, contro squadre abili a congestionare gli spazi, vengono meno. Si vedono quasi solo passaggi sui piedi, poche volte viene cercato l’uomo sulla corsa, e la fatica nel costruire occasioni dalle transizioni positive corte è abbastanza evidente. Così, anche contro la Lazio, la principale arma offensiva dei nerazzurri sono stati cross, che tra un pizzico di sfortuna e l’impeccabilità della difesa laziale non hanno sortito effetti positivi, hanno finito per dare ulteriore risalto all’assenza di Icardi e Lautaro Martinez. Nel secondo tempo Politano è stato più mobile, giocando anche sul corridoio centrale e sulla fascia sinistra, consentendo all’Inter di trovare qualche ricezione tra le linee in più, ma ciò non ha fruttato variazioni in rifinitura”.

Skriniar in difficoltà, serve un centravanti indipendente: “Ai problemi di prevedibilità offensiva va aggiunto che in fase difensiva la partita di Skriniar non è stata tra le migliori: eloquente l’azione in cui si fa saltare con troppa facilità da Caicedo non riuscendo a temporeggiare e piantandosi troppo presto, consentendo all’ecuadoriano di arrivare a tu per tu con Handanovic. Anche in occasione del gol, forse, lo slovacco avrebbe potuto prendere qualche responsabilità in più sulla marcatura di Sergej, avendone controllato la posizione, ma ha preferito lasciarlo a Brozovic. In questo caso, però, va detto che l’Inter è sembrata patire in maniera piuttosto collettiva le transizioni negative, tutte quelle situazioni in cui ha dovuto difendere correndo all’indietro, anche grazie alla rapidità con cui la Lazio riusciva a muovere e scoprire il pallone, e sotto questo aspetto sono state anche le performance dei centrocampisti a lasciare a desiderare. In definitiva, la Lazio ha portato la partita sui binari tattici desiderati ed è riuscita a far risaltare i propri punti di forza; l’Inter, invece, dopo aver sfruttato nei primissimi minuti della gara in maniera positiva alcune transizioni offensive, è stata costretta a sviluppare gioco, ed è parsa confermare le proprie lacune strutturali, nonostante un atteggiamento positivo e una coerenza tattica di base. L’impressione è che per creare occasioni pulite e muovere le difese avversarie la squadra di Spalletti sia fortemente dipendente dall’indipendenza e l’efficacia del suo centravanti, e non sia in grado di colmare con un apporto credibile di centrocampisti e ali nell’ultimo terzo di campo”.

La ricetta: “Ritrovare un Nainggolan a buoni livelli, e recuperare al più presto Lautaro, in attesa che si risolva davvero la grana Icardi, a questo punto più umana che tecnica, potrebbe essere decisivo per mantenere il posto in Champions League”.

(Ultimo Uomo/Sky)

 

 

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