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Lanzoni (speaker Milan): “Derby sempre speciale, ricordo il gol di Ronaldinho. Ibra…”

Lanzoni (speaker Milan): “Derby sempre speciale, ricordo il gol di Ronaldinho. Ibra…”

Intervenuto sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, Germano Lanzoni, attore e speaker del Milan, ha parlato così del derby di stasera

Matteo Pifferi

Intervenuto sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, Germano Lanzoni, attore e speaker del Milan, ha parlato così del derby di stasera:

«Intanto mi godo l’emozione totale di questa partita. Inizia a casa una settimana prima, tra sfottò con parenti e amici, ho il telefono che mi esplode di emoticon e gif di ogni tipo...».

Che derby sarà?

«Milan-Inter è sempre speciale, ma stavolta lo sarà ancora di più. Per i tifosi, restare un anno e mezzo lontano dagli stadi è stato sportivamente devastante, e in partite così l’effetto era ancora più potente. In un derby la cornice è la partita. Le coreografie, i cori, i colori, la partecipazione. Il pubblico è sempre presente nelle azioni».

Lei ha continuato ad annunciare formazioni e marcatori anche a porte chiuse. Cosa le rimane di quella esperienza?

«Spero sia stata una parentesi davvero unica e irripetibile. Il contesto era surreale, la mia voce risuonava in uno stadio vuoto, ma ho avuto la sensazione di vivere un privilegio, assistevo a uno spettacolo che il resto della gente era costretto a guardare alla tv».

È finito in un video di Ibra...

«Era in panchina e mi filmò mentre annunciavo un gol di Hauge. Mi sono detto “Allora mi ascoltano anche i calciatori!”».

Lei è voce del Meazza rossonero dal 2002, tra poco festeggerà 20 anni di “carriera”.

«In realtà avevo iniziato a lavorare con il Milan nel 2000, in alcuni eventi delle giovanili. Ho fatto come Calabria, dalla Primavera e alla prima squadra... Fu una stagione pazzesca, il Milan diventò campione d’Europa passando dal doppio derby di semifinale. E mi confermarono. Come si dice? Squadra che vince...».

A proposito di rituali, lei ne ha qualcuno?

«Indosso solo i colori del Milan, dai calzini all’intimo».

Il suo derby del cuore?

«Quello del 2008 in cui segnò Ronaldinho. Lo aspettavamo tutti, non aveva ancora fatto gol e iniziò proprio contro l’Inter».

La lettura delle formazioni misura anche l’affetto dei tifosi milanisti: lei annuncia il nome e tutto lo stadio urla il cognome. Chi sale di decibel in questo Milan?

«Quando lasci la firma, lo stadio te la restituisce. Zapata, ad esempio: idolo dopo il gol al 97’ nel derby. Oggi in ascesa c’è Tonali. In testa ci sono Ibra, Kjaer e ovviamente Pioli».

Quale nome le piacerebbe annunciare dopo un gol stasera?

«Escludo gli attaccanti, sarebbe scontato. Scelgo Tonali, per quel numero 8 che porta e a cui sono legato, e Saelemaekers: è il preferito delle mie figlie, sono più milaniste di me e hanno il suo poster in camera».

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