L’Inter come un monolite: diktat chiarissimo di Conte. “Ai giocatori è stato detto che…”

L’Inter come un monolite: diktat chiarissimo di Conte. “Ai giocatori è stato detto che…”

Il messaggio inviato dal tecnico al mondo Inter non ha bisogno di interpretazioni

di Matteo Pifferi, @Pifferii
Antonio Conte

“È l’Inter, ma vuole sembrare la Juventus. Altroché Pazza, la squadra che vuole Antonio Conte dovrà essere un monolite, da cui non trapela nulla e dove tutti dovranno rigare dritto. Il foglio di via dato a Mauro Icardi e quello sventolato di fronte al procuratore di Radja Nainggolan sono esempi di un decisionismo tipicamente bianconero”. Apre così l’articolo di Tuttosport in merito alla ventata di novità portata da Antonio Conte all’Inter: “Marotta è stato preso da Steven Zhang proprio per imprimere un elettroshock alla Pinetina e Conte sarà il braccio armato per realizzarlo. Mai come oggi questa idea di Inter è lontana da quella di Massimo Moratti che, non a caso, sarebbe alquanto perplesso nel vedere questa svolta societaria tanto radicale. L’Inter che verrà, sarà lontanissima dalla creatura morattiana, ma questa è la ricetta che – secondo Suning – porterà la squadra a vincere”, sottolinea il quotidiano torinese.

PINETINA E RITIRO – La struttura di Appiano Gentile sarà ristrutturata in queste settimane e, non appena terminati i lavori, diventerà “un fortino inespugnabile” e un antipasto lo si avrà già a Lugano dove il ritiro sarà praticamente blindato e chiuso ai tifosi, a differenza di quanto accadeva a Pinzolo e Riscone di Brunico. “Nei primi colloqui telefonici con i giocatori, Conte è stato categorico su un punto: la forza di uno spogliatoio è data dalla capacità di non far trapelare nulla al suo esterno. Un diktat esteso a tutti i livelli societari: l’Inter sarà sempre più un blocco granitico, nulla di più lontano dai tempi morattiani quando il club era diviso in correnti come e più di un partito politico. D’altronde, pure l’appuntamento del lunedì sotto gli uffici del presidente era diventato un happening. Conte avrà comunque la fortuna di trovare una solida base su cui installare i propri metodi di lavoro: con Spalletti l’Inter è diventata una squadra capace di arrivare a 70 punti a campionato, lo spogliatoio non si è più liquefatto nelle difficoltà e i giocatori hanno imparato ad alzare l’asticella quando non c’era più scelta (come a Roma con la Lazio e nella gara di San Siro con l’Empoli). La grande sfida dell’ex commissario tecnico sarà quella di renderla pure vincente questa Inter che senz’altro, sarà – vista dall’esterno – meno “simpatica” (per dirla alla Moratti) rispetto ai tempi andati. Non a caso, lo zoccolo duro del popolo tifoso sta vivendo con sospettosa curiosità questa rivoluzione. Difficile possano esserci vie di mezzo: o Conte porterà tutti sul carro, o la crisi di rigetto sarà totale.  Dall’otto luglio (per fortuna) si va in campo”, chiosa Tuttosport.

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