Lo scudetto 2006 rimane all’Inter. Sentenza definitiva della Cassazione, ricorso Juve respinto

Lo scudetto 2006 rimane all’Inter. Sentenza definitiva della Cassazione, ricorso Juve respinto

Ieri la Cassazione si è espressa sul titolo assegnato a tavolino all’Inter nel 2006

di Andrea Della Sala, @dellas8427

Ieri la Cassazione si è espressa definitivamente sullo scudetto 2006, tolto alla Juve per Calciopoli e poi assegnato all’Inter dalla Figc. Il titolo rimane ai nerazzurri a seguito dell’ultimo ricorso dei bianconeri nuovamente respinto. Si è quindi messa la parola fine a una vicenda che pareva interminabile.

“Una storia che ha avuto inizio nell’estate 2006: i processi sportivi condannarono la Juve alla retrocessione in B (con 9 punti di penalità) e la privarono degli ultimi due scudetti (2005 e 2006) per quella sorta di “illecito strutturato” consumato nella stagione 2004-05, anche attraverso il condizionamento del settore arbitrale; l’allora commissario della Federcalcio Guido Rossi, dopo aver sentito il parere di tre saggi, assegnò il titolo 2006 all’Inter, terza classificata (pure il Milan, secondo, era stato penalizzato). Ma la ferita si è riaperta nel 2011, quando il procuratore federale Palazzi, sulla base di nuove intercettazioni, stilò una relazione individuando comportamenti illeciti anche da parte dell’Inter. Caso archiviato per sopraggiunta prescrizione, esposto della Juve per togliere il titolo ai nerazzurri e dichiarazione di incompetenza da parte del consiglio federale. I bianconeri non si sono arresi. Dopo il passaggio interlocutorio al Tnas (Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport), ecco lo sconfinamento nella giustizia ordinaria. Nel novembre 2016 la Corte di Appello di Roma ha rigettato il ricorso dei bianconeri che chiedevano di annullare il lodo arbitrale: è prevalso il principio di autonomia degli organi sportivi. Ieri la conferma della Cassazione”, si legge su La Gazzetta dello Sport.

“Nella sentenza di ultimo grado si legge: «Anche in dottrina si è osservato che, secondo il principio dell’autonomia dell’ordinamento sportivo, è riservata esclusivamente a quest’ultimo la disciplina delle questioni riguardanti non solo l’osservanza e l’applicazione delle regole tecniche ma anche i comportamenti rilevanti sul piano disciplinare e l’irrogazione e applicazione delle relative sanzioni disciplinari sportive. Ne deriva che compagini, affiliati e tesserati, quali soggetti propri dell’ordinamento sportivo, non possono che adire gli organi di giustizia dell’ordinamento sportivo ogniqualvolta vengano in riguardo controversie tecniche, ovverosia vertenze riguardanti il corretto svolgimento della prestazione agonistica e/o la regolarità della competizione, e controversie disciplinari, ovverosia vertenze riguardanti l’irrogazione di provvedimenti di carattere punitivo nei confronti di atleti, tesserati e compagini sportive». Spiegano Ferdinando Emanuele e Roberto Argeri, avvocati dello studio legale Cleary Gottlieb che ha difeso l’Inter: «Il punto più importante della sentenza è che stabilisce come non siano impugnabili i lodi sportivi che si pronunciano su aspetti tecnici o sportivi, con particolare riguardo alle sanzioni disciplinari». Tutto questo, sottolinea la Cassazione, non esclude ricadute di tipo economico-patrimoniale ed eventuali richieste di risarcimento del danno che possono essere inoltrate agli organi statali competenti. E infatti, parallelamente, la Juve ha fatto causa alla Figc per 444 milioni di euro: nel settembre 2016 il Tar ha respinto il ricorso e ora si è in attesa della fissazione dell’udienza in Consiglio di Stato. Ma, in ogni caso, non vi sarebbe alcun effetto sull’assegnazione dello scudetto 2006”, analizza il quotidiano.

 

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