Mancini: “Esposito? Lui come tanti giovani, sempre monitorati. Spalletti? Certe cose…”

Mancini: “Esposito? Lui come tanti giovani, sempre monitorati. Spalletti? Certe cose…”

Il CT della Nazionale ha parlato a margine di un evento che si è tenuto a Jesi

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

E’ tornato nella scuola che ha frequentato a Jesi. Il Ct della Nazionale Italiana Roberto Mancini poi ha parlato ai microfoni di Skysport a margine dell’incontro con gli studenti: «Mi ha colpito la loro volontà di ascoltare con interesse, sapevano tanto sulla Nazionale. A parte il divertirsi nello sport è importante trasmettere ai ragazzi il rispetto dei compagni e degli insegnanti. A me piaceva più giocare a calcio che studiare, è stato bello ricordare il momento in cui si era bambini. Lo sport riesce sempre a mettere a posto le situazioni, a far socializzare».

-Appena terminate le partite di qualificazione a Euro 2020, un bilancio? 

Credo che sia importante il fatto che è una squadra giovane e questo piace ai tifosi, è una squadra che sta migliorando e ci fa piacere l’entusiasmo attorno alla Nazionale, speriamo di aumentare questo entusiasmo. 

-Prossima sfida? 

Tonali lo abbiamo già portato ed è anche lui molto giovane, poi non possiamo portare via tutti i giocatori a Di Biagio, hanno il campionato europeo a giugno. Speriamo di trovare altri ragazzi che possano arrivare piano piano, ma c’è sempre bisogno anche dei giocatori esperti. 

-Ritiro congiunto tra Nazionale maggiore e Under21?

Facciamo due giorni per vedere anche i più giovani, quello che riusciamo a vedere per il futuro, credo che siano due giorni importanti. 

-Bellanova, Bettella, Esposito: nelle giovanili giocano quelli bravi e quelli che hanno talento…

E’ importante: abbiamo la scadenza della qualificazione all’Europeo e serve una squadra competitiva ma dobbiamo ragionare anche per il Mondiale e i giovani sono importanti. Tutti loro stanno facendo bene e sono monitorati sempre, i giovani possono migliorare in pochi mesi, basta vedere Zaniolo che da settembre a oggi è un altro giocatore e i giovani quando riescono a giocare migliorano. 

-Kean? 

Nei club ci sono tanti giocatori e lui viene dal settore giovanile, ha qualità ma è chiaro che deve andare un po’ alla volta anche se da giovane vorresti giocarle tutte, se continuerà la testa sulle spalle e continuerà a lavorare seriamente può diventare un bravo attaccante. Se gli voglio dare un consiglio da ex giocatore e ct? Credo che Allegri lo conosca meglio di me, lo allena da molto tempo e gli sta acendo fare il giusto percorso, lo mette e fa sempre bene, gli consiglio di tenere i piedi per terra e lavorare duramente, si lavora solo attraverso il sudore e il rispetto delle regole, la speranza è che continui così. 

-Bernardeschi mezzala? 

Credo si possa fare, ha margini di miglioramento, può fare diversi gol. 

-Condannati alla gestione della palla?

Abbiamo giocatori tecnicamente bravi che si trovano bene tra di loro, se riusciamo a tenere palla meglio, ma poi dovremo anche difendere bene, una buona Nazionale deve saper fare bene tutte le cose. Abbiamo affrontato il Portogallo e non abbiamo fatto malissimo. Ci saranno gare più difficili in cui ci sarà da dimostrare, ma se la squadra continuerà a migliorare, potremo toglierci delle soddisfazioni. 

-La maglia numero 10? E Balotelli? 

Mario l’ho fatto giocare a 17 anni, quindi… E’ un giocatore come gli altri, ha qualità incredibili, lo ha dimostrato, è nel pieno della condizione fisica e della maturità, dipenderà da lui, se si impegnerà al massimo come per altri giocatori. Certamente dovremo fare delle scelte anche se non fa piacere. La speranza è che tutti i giocatori facciano il meglio. 

-Uomo guida anche al Mondiale?

Prima c’è l’Europeo e bisogna fare bene nelle qualificazioni e poi nella competizione. L’Italia deve cercare di arrivare fino in fondo. 

-In Serie A si è capito che i giovani devono giocare?

L’Italia è un paese calcistico, è difficile ci sia un momento in cui non ci siano giocatori. Possono mancare in un determinato ruolo, poi all’improvviso escono, Zaniolo per esempio nessuno lo aspettava. A settembre eravamo a inizio campionato e poi i ragazzi sono migliorati e si possono trovare altri ragazzi. 

-Le manca la vita di allenatore di club se si pensa a quello che sta succedendo a Spalletti?

Si vive più sereni, perché ora non ci sono gare ma anche avere queste cose tutti i giorni fa stare bene, il campo manca e uno vorrebbe allenare tutti i giorni. 

(Fonte: SS24)

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