Marani: “Conte ad un bivio: o vince o perde lui. Ma post-Shakhtar ha detto una verità”

L’analisi del noto giornalista

di Marco Astori, @MarcoAstori_

Matteo Marani, noto giornalista e opinionista a Sky Sport, tra le pagine dell’edizione odierna di Tuttosport, ha analizzato così il momento dell’Inter e di Antonio Conte dopo l’eliminazione in Champions League: “Antonio Conte sbaglia spesso modi e toni delle risposte, specie dopo che ha perso. Eppure resta uno dei migliori allenatori per provare a vincere uno scudetto. Nei giorni in cui è facile istruire processi al suo operato, varrà ricordare che il Feroce Salentino è stato preso per vincere lo scudetto, 10 anni dopo Mourinho, e non per la Champions, come ha provato a fare la Juve cambiando gestione. Non sarebbe giusto, né intellettualmente onesto, ridurre dunque il giudizio sull’annata di Conte a quanto è successo mercoledì a San Siro. È doloroso, per carità, molto criticabile, ma è transitorio. Nella furia del dopogara, Conte ha detto anche una cosa vera: all’Inter, tra andata e ritorno contro lo Shakhtar, le occasioni per vincere non sono mancate. Ma le ha fallite tutte.

Come fallimentare è ora il riflesso dell’uscita dalla Champions, nel senso che il mancato passaggio agli ottavi – come più grave conseguenza – si porterà dietro la perdita di 15 milioni d’euro, utili per il potenziale mercato di gennaio. Conte dovrà perciò giocarsi le sue carte senza ulteriori pretese. Il banco di prova resta il campionato. E su quello, personalmente, sarà giusto stendere un bilancio del Conte nerazzurro. Siamo alla seconda annata, un tempo ampio per valutare il manager Antonio visto a Milano. Un anno fa, con il finale eccellente tra campionato ed Europa League, l’allenatore ha dato ragione per sperare nell’ultimo balzo, che quest’anno deve fare salendo sul gradino più alto, in una stagione in cui la superiorità schiacciante della Juventus è meno schiacciante. È vero che con Milan e Napoli si è allargato il gruppo delle concorrenti, ma l’Inter ha preso giocatori in questi due anni (230 milioni) e ha preso il migliore tecnico nel vincere tornei nazionali, quattro titoli nei 5 anni con Juve e Chelsea.

Credo che nessun presidente prenderebbe Conte per la Champions, visto che al massimo ha raggiunto i quarti di finale, molti lo ingaggerebbero invece per la corsa a tappe, dove la sua grinta, la determinazione, persino i ricordati spigoli della comunicazione possono risultare decisivi. È dunque giusto aspettare, sin dalla non facile trasferta di oggi contro il Cagliari del bravo Di Francesco, e dall’infrasettimanale contro il Napoli, altro pericoloso banco di prova. Lo diciamo ora davanti alle spade sollevate dalla critica contro Conte. In pochi giorni si dovranno digerire amarezza e contraccolpo dell’esclusione dalla Champions – unica italiana fuori dell’Europa – e trasformarla in energia e benzina con cui dare l’accelerata in campionato. Conte ha parlato spesso di “percorso”, di attenzione ai dettagli della Pinetina, dei quattro anni utilizzati dal Liverpool di Klopp per vincere. Sono armi dialettiche, schermaglie, diversivi, che non servono a comprare tempo. È del tutto evidente che tra pochi mesi si scriverà la parola finale sul Conte nerazzurro. È a un bivio: o vince o perde lui. Ed è inevitabile che suoni come un referendum”.

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