Mazzola: “Dissi no alla Juve per rispetto di papà Valentino. E poi all’Inter non andò male…”

L’ex bandiera dell’Inter ha ripercorso alcuni passi della sua carriera

di Andrea Della Sala, @dellas8427
Inter, Sandro Mazzola

Per celebrare i Cento anni dalla nascita del grande Valentino Mazzola, oggi si svolgerà un torneo per la categoria Pulcini e il nipote di Sandro Mazzola, Valentino, giocherà con la maglia numero 10. Sandro Mazzola, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato anche dell’Inter e del  mancato passaggio alla Juve:

Il Toro avrebbe potuto tesserare il figlio del capitano?
«Esatto. Mamma si era risposata con Piero, persona eccezionale. Lei non voleva che giocassi, mi ripeteva che tutti mi avrebbero paragonato a Valentino, un peso troppo grande da portare. Il mio patrigno invece mi lasciava libero di provarci. Fu lui ad accompagnarmi al provino con l’Inter e fu lui che mi accompagnò al provino col Torino: troppo magro per poter diventare un calciatore vero, il giudizio. Devo dire che il massaggiatore Zoso mi portò a vedere l’armadietto di Valentino prima della partitella-test. E avevo pure alzato gli occhi verso Superga… Un disastro».

Da allora solo Inter: non è andata malissimo.
«Devo molto a Veleno Lorenzi, l’ho detto spesso e lo ribadisco oggi: una persona di gran cuore che aveva stretto una solida amicizia con papà in Nazionale. E nelle giovanili ho avuto Peppino Meazza e Giovanni Ferrari come maestri, quindi mi hanno svezzato bene. Poi il Mago e la famiglia Moratti… Insomma, la sorte mi ha ripagato. Ho fatto bene a dribblare quei controlli e quei divieti di mamma Emilia: per andare ad allenarmi mettevo le scarpette fuori dalla porta la notte prima e al mattino le infilavo in cartella. Ho fatto bene anche a dare retta a mamma Emilia quando l’Avvocato in persona mi propose di passare alla Juve in cambio di un ingaggio raddoppiato e una concessionaria Fiat. Mi presi un giorno per riflettere, ne parlai subito in famiglia e mamma mi gelò: Sandrino, il figlio primogenito del capitano del Grande Torino, non può giocare nella Juventus. Pensai subito che avesse ragione».

Però la seconda vita calcistica, quella da dirigente, Sandro Mazzola l’ha chiusa nel Torino.
«L’ho sempre considerato un grandissimo privilegio, un altro eccezionale regalo della vita. E quando si incontrano le due squadre, cosa che accadrà proprio questa domenica, tifo sempre per il pareggio».

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