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Milano cinese, è normale. Atletico, Leicester, esempi che ciò che conta è una cosa sola

Quindi Milano diventa cinese. La notizia spiazza un po' a dire il vero: Inter e Milan, ovvero il calcio della città italiana che ha vinto di più in Europa

Lorenzo Roca

Quindi Milano diventa cinese. La notizia spiazza un po' a dire il vero: Inter e Milan, ovvero il calcio di una città che non è esattamente secondaria per l’Italia, ovvero la città italiana che ha vinto di più in Europa. Il Giornale commenta così: «Arrivano capitali dall’Asia: stando alle ultime una quota rilevante dell’Inter (se non la maggioranza assoluta) e del Milan. Si potrebbe fare tutto o quasi nelle prossime settimane. Non è un male, non è un bene. Cioè non c’è un giudizio di valore. È normale. È sostanzialmente l’inevitabile che si manifesta: è un fenomeno ampio, se si pensa che dieci squadre su venti in Spagna hanno interessi cinesi, a cominciare dall’Atletico Madrid, appena sconfitto in finale di Champions League proprio a Milano. È un caso simbolico, questo. Perché l’Atletico è considerato mediaticamente l’alternativa autarchica ai modelli di Real e Barcellona, e invece è di proprietà straniera contrariamente alle due squadre più importanti di Spagna. A chi storce il naso adesso perché il calcio a Milano diventa cinese, a chi teme che si perda l’identità, a chi parla di fine definitiva del romanticismo bisogna portare proprio l’esempio dell’Atletico. E del Leicester: squadra campione d’Inghilterra e capace di realizzare la storia del decennio con i soldi di una famiglia thailandese. I capitali non hanno bandiera, non hanno nazionalità e non hanno colore. Non fanno identità: a tenere una squadra ancorata alla sua storia ci pensa ciò che gli costruisci attorno, la sua storia, i suoi valori e semmai i calciatori. Un club con un presidente italiano e quindi con soldi italiani, ma con undici calciatori in campo tutti stranieri non è molto meno italiana di una che ha soldi stranieri e un’ossatura italiana. Cosa che avviene appunto all’Atletico e al Leicester. Ma anche al Manchester United, il primo grande club internazionale a passare in mano a proprietà straniera (americana), ma rimasta profondamente inglese nella cultura calcistica».

(giornale)