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Pezzali: “Inter, la schizofrenia non è più tollerabile con Conte. Icardi e Nainggolan…”

Le parole del cantautore e tifoso nerazzurro

Marco Astori

Intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport, il noto cantautore e tifoso dell'Inter Max Pezzali ha parlato così dell'approdo di Antonio Conte in nerazzurro: "Io devo dire la verità, quando arrivò Trapattoni dalla Juventus e vinse tutto, cioè “vinse tutto”, vinse quello scudetto meraviglioso 88/89... Insomma io ormai non mi formalizzo più tantissimo sul certificato di provenienza di chi arriva, poi per me l’importante è costruire un’ottima mentalità, parlo di un lavoro su uno degli aspetti in cui l’Inter è sempre stata carente. E’ una squadra estremamente schizofrenica in cui finché le cose vanno bene tutti sono ad un livello alto, poi le cose vanno male ed improvvisamente implode tutto, e questa cosa qui non si poteva più tollerare. Nel calcio moderno un minimo di possibilità di pianificazione la devi avere, magari se arriva qualcuno che ti toglie da quella situazione di ancora un po’ di dilettantismo, tra virgolette, nella gestione societaria…perché ormai le società e gli allenatori devono viaggiare assieme e di comune accordo, ecco se si riesce a togliere quel tipo di situazione io sono più contento, da dovunque arrivino l’allenatore o i dirigenti".

Icardi e Nainggolan?

"Io credo che ci sono situazioni che per certi versi diventano insanabili per una serie di motivi. Credo che una società come l’Inter non abbia…non si sia divertita a cedere praticamente in prestito un attaccante come Icardi, insomma di non capitalizzare un investimento del genere. Se è successo vuol dire che ci sono delle motivazioni di spogliatoio molto profonde e a quel punto giusta è stata la mossa di andare a farlo valorizzare da qualche altra parte perché comunque ora al PSG sta facendo il suo e quindi dal punto di vista della società è un rivalutare un giocatore che rischiava di valere zero pur avendo un valore altissimo. Allo stesso modo Nainggolan probabilmente non era…anche lì ogni tecnico ha il suo punto di vista, magari non era funzionale al progetto di Conte perché poi ognuno ha il proprio metodo per stabilire delle priorità all’interno dello spogliatoio. Sai, c’è chi dice “io sono fatto così, finchè faccio il mio dovere non mi dovete rompere le scatole” e ci sono tecnici che magari queste cose non le accettano perché rischiano di essere un cattivo esempio per gli altri chi lo sa. Ma immagino io".

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