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Polverosi: “Il calcio italiano segua Mancini e punti sui giovani perché…”

Getty Images

L'analisi del giornalista: "E’ questo coraggio, questa voglia di puntare sui prodotti di casa nostra che manca alla maggioranza dei nostri club"

Marco Astori

Tra le pagine dell'edizione odierna del Corriere dello Sport, Alberto Polverosi, giornalista, ha voluto mandare un messaggio al calcio italiano dopo la vittoria dell'Europeo: "Ora non ci sono scuse, ora il messaggio è chiaro, non c’è bisogno di nessun decoder per interpretarlo: il calcio italiano deve seguire l’esempio della Nazionale italiana, deve puntare sui giovani, farli crescere per poi consegnarli a chi li aiuterà a completare il percorso, ovvero il commissario tecnico Roberto Mancini. Se vogliamo che il titolo europeo, che ci ha fatto letteralmente impazzire, abbia un risvolto e un effetto forte e diretto su tutto il movimento, quella è la strada. Altrimenti resterà un titolo, bello, bellissimo, ma fine a se stesso.

Mancini ha cominciato con Zaniolo. Non lo conosceva nessuno, non aveva messo piede in Serie A, e lo ha chiamato in Nazionale a 19 anni. La convocazione di Zaniolo è stata il marchio della sua gestione, nessun timore per l’età: se è bravo, gli va data l’occasione per dimostrarlo. Il ct ha rischiato forte anche su Raspadori, chiamandolo come terzo centravanti all’Europeo, alle spalle di Immobile e Belotti. Durante il torneo si è accorto di aver forse bruciato i tempi, visto che spesso lo ha mandato in tribuna, ma l’esperienza in Nazionale sarà determinante nella crescita di questo ragazzo.

Potremmo continuare con Bastoni e con tutti i giovani che Mancini ha portato in Nazionale nei suoi tre anni da commissario tecnico. E’ questo coraggio, questa voglia di puntare sui prodotti di casa nostra che manca alla maggioranza dei nostri club. Da qui al Mondiale il ct darà l’opportunità ad altri ragazzi di affacciarsi nella Nazionale maggiore, ma ha bisogno che le società gli diano un aiuto, che gli forniscano un adeguato materiale tecnico. Lovato, Zappa, Rovella, Scamacca, Tonali, Pinamonti hanno bisogno di spazio per crescere, per farsi vedere, per aumentare le proprie conoscenze, per fortificarsi.

Per quello che ha dimostrato finora, nessuno resterebbe sorpreso se Mancini li portasse con sé anche senza tanta esperienza, basta che intraveda in alcuni di loro le potenzialità del grande giocatore e non ci saranno ostacoli. Ma certo i club possono fare tanto, i dirigenti e gli allenatori possono favorire il lavoro del ct. Da qui al Mondiale mancano solo 16 mesi, praticamente un campionato, poi Mancini punterà sul gruppo che potrà essere più forte, più giovane e più entusiasta se le società di Serie A gli daranno una mano. Altrimenti, come al solito, potranno salire sul carro a titolo conquistato, oppure criticare se quel titolo ci scapperà via", ha concluso.

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