Conte, c’è una cosa a cui la proprietà dell’Inter tiene di più. Repubblica: “L’incubo per i tifosi…”

L’analisi del giornalista di Repubblica che ha seguito la trasferta di Champions League dei nerazzurri

di Redazione1908

“L’impressione è che Conte, dopo il chiarimento agostano di villa Bellini, non sia in discussione. Forse non lo sarebbe nemmeno in caso di sconfitta al ritorno contro il Real. Però fra vincere e perdere c’è tutta la differenza del mondo. L’accesso agli ottavi di Champions, mancato lo scorso anno, per i nerazzurri sarebbe epocale. Nel senso letterale: segnerebbe un’epoca. È da troppo che l’obiettivo manca, ed è il palcoscenico internazionale quello a cui la proprietà cinese tiene di più”. Franco Vanni allontana così il discorso legato al futuro della panchina dell’Inter. E aggiunge alcune riflessioni.

Il passaggio del turno in Champions League è un nodo determinante, in qualsiasi chiave lo si voglia leggere, per il progetto e futuro dei nerazzurri. E se le parole sono importanti “a sentir parlare l’ex ct sembra di ascoltare la versione da aeroporto, tutta archi e percussioni gentili, di una canzone heavy metal. L’heavy metal, nelle dichiarazioni e nello spirito, l’hanno messo invece quelli del Real”. E alla fine a Madrid, “dove non sono abituati a godersi il percorso”, hanno portato a casa la vittoria.

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“L’incubo per i tifosi interisti è dovere ascoltare, dopo i 90 minuti più recupero di Bergamo, la solita musica: abbiamo meritato, abbiamo costruito, abbiamo raccolto meno di quanto dovevamo etc. Un ritornello in cui, a vedere le partite, c’è sempre del vero, per carità. A Madrid l’Inter ha fatto il proprio gioco. Ha raggiunto due gol frutto del lavoro di tutti, o quantomeno di molti, valorizzato dai colpi di classe degli uomini più in forma. L’incredibile assist di tacco di Barella per Lautaro, e il tocco di testa del Toro per la diagonale perfetta di Perisic (fin lì spento). Due luci rabbuiate però dai troppi errori: l’assist di Hakimi per Benzema, la non-marcatura di De Vrij su Sergio Ramos e la scelta dell’allenatore di posticipare all’infinito i cambi (Eriksen non si è alzato dalla panchina), con l’effetto di esaltare la freschezza dei nuovi entrati del Madrid”. Il vietato sbagliare sta diventando sempre più categorico. Come anche il fatto di dover battere il Real Madrid a San Siro, se si vogliono continuare a coltivare sogni europei.

(Repubblica)

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