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Repubblica – Rigore su Eder? Var e arbitro ok, ma i dubbi restano. Bologna da alta classifica…

Nell’anticipo del primo turno infrasettimanale, s’è fermata la serie di vittorie di Spalletti

Francesco Parrone

Dal quotidiano la Repubblica, il giornalista Andrea Sorrentino fa il punto sulla prestazione nerazzurra durante il match di Bologna pareggiato grazie al rigore su Eder"La quinta non è una sinfonia come le altre, è anzi pura dissonanza. È quella della sofferenza assoluta, delle streghe che si materializzano, della sconfitta che sembra imminente e persino inevitabile. Invece l’Inter la sfanga anche stavolta e rimedia un pareggiotto, il primo dopo quattro vittorie, e lo strappa su rigore a 13’ dalla fine, anzi su rigorino, assegnato dall’arbitro Di Bello tra la sorpresa generale, e forse è ancor più sorprendente che il Var gli dia ragione, ma è notte, tutto va veloce, ne riparleremo con calma. Della serata rimane l’impressione di un Bologna che meriterebbe altra classifica per come sa gettarsi a corpo morto sull’avversario, per come lo aggredisce privandolo dell’aria e degli spazi per manovrare, e al tempo stesso gettandosi in attacco con tempi e modi da squadra persino di rango. A parte i primissimi minuti in cui l’ Inter entra bene (dopo nemmeno un minuto Candreva assiste bene Joao Mario che liscia orrendamente), la prima mezz’ora in realtà è una rapsodia in rossoblù, con i nerazzurri presi e messi nell’angolo e incapaci di uscirne, Donsah e Poli a guidare il pressing con ferocia, poi davanti c’è lo show impressionante di Simone Verdi, che spunta da ogni parte e fa male, malissimo.

Fino al 32’ l’ex milanista è una dannazione per chiunque e va addirittura sei volte al tiro: ora c’è Handanovic (due volte), ora un’imprecisione impercettibile al tiro (come al 16’, su assist di Petkovic: a lato), ora una punizione a giro respinta dal portiere, finché arriva per naturale conseguenza il gol. Verdi parte ai 40 metri dritto per dritto in posizione centrale, resiste a una carica lieve di Vecino, carica il sinistro da 25 metri mentre Skriniar arretra e sbaglia anziché accorciare, così il fantasista esplode il tiro che uccella Handanovic nell’angolo destro, e neppure il portiere stavolta è efficace nel tuffo. È un gol sacrosanto per ciò che si è visto in campo, perché dall’ Inter proprio non arrivano segnali di vita. Se ne scorgeranno nella ripresa, quando il Bologna dimostra di aver dato quasi tutto in un primo tempo quasi eccezionale e ora è costretto a rifiatare, arretrando a protezione. L’ Inter avanza per inerzia ma trova una difesa organizzata e mai in affanno, che concede solo una miriade di calci d’angolo. Su uno di questi si verifica l’unico tiro in porta dell’ Inter nella gara prima del rigore, ed è un colpo di testa di Miranda che Mirante respinge (14’).

Gli assalti non portano a nulla, neppure a occasioni potenziali, finché al 30’, su un cross da destra, Mbaye cadendo a terra tocca inavvertitamente con un braccio Eder, che cade a sua volta. Non sembra un rigore solare ma Di Bello lo concede e il Var gli dà ragione, anche se i dubbi rimangono. Icardi, fin lì inesistente quasi come il gemello del gol Perisic, trasforma con una cannonata di destro. È il settimo gol su 11 che l’ Inter segna nell’ultimo quarto d’ora. Ed è tutto ciò che può dare stavolta, ma tanto basta per allungare la classifica, almeno per una notte. Poi nel dopogara, Eder rilascia un’intervista a bordo campo e viene beccato dal pubblico bolognese: lui risponde con un bel dito medio, poi lancia alla piccola folla i calzoncini".

(Fonte: Andrea Sorrentino, la Repubblica 20/09/17)

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