Prof Salini (Commissione FIGC): “Dichiarazione sorprendente di Spadafora. Il vero problema…”

Le parole del professor Salini sulle dichiarazioni di Spadafora

di Matteo Pifferi, @Pifferii

Il Professor Vincenzo Salini, membro della commissione medico-scientifica della FIGC, ha rilasciato un’intervista a Radio Marte in merito alle dichiarazioni del Ministro Spadafora sul protocollo della FIGC:

“I commenti sono stati diversi, alcuni ottimisti, altri pessimisti. Stamattina ho avuto un colloquio con il Professor Paolo Zeppilli, ci sono modifiche da fare sull’aspetto logistico. Abbiamo scritto un protocollo basato sulla situazione di 15 giorni fa. La società dei medici del calcio voleva essere coinvolta. Non so con precisione quali siano i punti messi in discussione. Sicuramente la nostra attuale immobilità è dovuta solo ed esclusivamente al fatto che la commissione è monca per l’assenza del dott. Tavana, medico rappresentante della Serie A. Non penso però ci siano grandi correzioni da fare. Il Protocollo è stato più o meno accettato. L’unica cosa che lascia perplessi è il fatto che ci si possa allenare individualmente dal 4, e solo il 18 di squadra: molti club di Serie A posseggono centri sportivi abbastanza capienti da poter organizzare il lavoro”.

PAROLE SPADAFORA – “Ci sono anche realtà che vanno al di sopra dell’aspetto strettamente scientifico. Il nostro protocollo è stato in gran parte avallato dal comitato scientifico stesso del governo. Per questo mi è parsa una dichiarazione sorprendente quella di Spadafora. Sicuramente non è una questione semplice. Capisco il Ministro, ci sono anche altre questioni in ballo come la richiesta sull’accettazione del rischio penale in caso di problemi seguenti alla ripartenza. Questa è una malattia in cui non avremo mai la certezza di un rischio zero. Un minimo rischio c’è. Il rischio che si può generare in un atleta di alto livello può riguardare addirittura la compromissione della carriera, con le ripercussioni civili e penali che potete immaginare. Le complicanze del virus su una persona normale sono relative. In un calciatore però queste possono significare problemi per la carriera, ci sarebbe da valutare l’aspetto legale successivo. I medici della Serie A hanno chiesto chi si assumerà la responsabilità di questo, e questa responsabilità dovrebbe essere del Governo. Forse è anche per questo che c’è ancor più cautela da parte del ministro. Un altro problema reale riguarda l’aspetto assicurativo. Tutte le assicurazioni delle società non coprono in caso di pandemia e anche di questo bisognerà discutere”.
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