Sconcerti: “Inter, quanti cambi a centrocampo. Da Medel a Gagliardini sono 11, perché?”

Sconcerti: “Inter, quanti cambi a centrocampo. Da Medel a Gagliardini sono 11, perché?”

Il giornalista ha analizzato la tendenza delle squadre italiane a comprare e cambiare spesso giocatori

di Andrea Della Sala, @dellas8427

Tanti cambi, tanti arrivi che sono rimasti poco nelle squadre che hanno puntato su di loro. Il giornalista Mario Sconcerti si interroga sul motivo di questo ricambio:

“È giusto parlare molto di mercato, ma con memoria. L’Inter in un anno solare ha cambiato per intero i tre di centrocampo e ora si appresta a cambiare di nuovo. Due anni fa giocavano Medel, Melo, Kondogbia, Guarin, B rozovic, qualche volta Gnoukouri. L’anno dopo sono stati aggiunti Banega, Joao Mario e Gagliardini. L’estate scorsa Vecino e Borja Valero. Dei sei di centrocampo che giocavano con Mancini sono stati eliminati tutti tranne Brozovic. In totale nel ruolo si sono alternati ben 11 giocatori di cui adesso forse solo uno è destinato a sopravvivere come titolare. Nella Juve i centrocampisti utilizzati sono 13, nel Milan 15”.

“Questo ripropone alcuni vecchi dubbi abbastanza fondamentali. Il primo è chi sceglie chi comprare. La risposta cade sui direttori sportivi e i loro collaboratori. La sapienza della scelta cala dall’alto, raramente arriva all’allenatore, chiunque sia. Gli si chiede un consiglio finale che è quasi sempre accettato. Salvo cambiare tutto in corso d’opera. Perché? Questo è il secondo grande problema, il più duro da capire e quasi sconosciuto al popolo. I tecnici non conoscono i giocatori stranieri, nella stragrande maggioranza non si prendono la responsabilità di indicare nomi incerti. Oppure si innamorano di giocatori visti in campionato in due partite. È essenzialmente per evitare questa fuga all’indietro che in Inghilterra i tecnici sono manager, devono cioè costruirsi da soli la loro squadra. Serve in sostanza una competenza internazionale che adesso non è vasta, si basa su poche osservazioni dirette, il resto è colpo d’occhio, istinto pagato a prezzi carissimi e quasi sempre smentito. Preferiscono siano gli addetti al mercato a correre nei corridoi oscuri dei cambi e degli acquisti”.

(Corriere della Sera)

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